Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia
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Cng- Modalità operative consigliate per lo svolgimento delle attività professionali

Cng- Modalità operative consigliate per lo svolgimento delle attività professionali

Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati ha redatto le modalità operative consigliate inerenti ai principali ambiti di prestazioni professionali erogabili in regime di limitazione da Covid-19. Le istruzioni, aggiornate a quanto disposto dal DPCM 22 marzo 2020 e suscettibili di essere integrate/modificate da prevedibili, future disposizioni, possono essere...

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Irpet - Questionario per motirare gli effetti economici causati dall'emergenzaCovid-19

Irpet - Questionario per motirare gli effetti economici causati dall'emergenzaCovid-19

Il direttore dell'Istituto Regionale di Programmazione Economica per la Toscana, Stefano Casini Benvenuti, comunica che:"come forse sapete il presidente Enrico Rossi ha affidato a IRPET l’incarico di monitorare gli effetti economici della grave calamità che ha colpito  il paese nella percezione che saranno molto gravi, duraturi ed estesi alle diverse...

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Rete Professioni Tecniche - Prime proposte di semplificazione in materia…

Rete Professioni Tecniche - Prime proposte di semplificazione in materia edilizia

La Rete Professioni Tecniche evidenziando, a seguito dell'emergenza, COVID-19, la grave arretratezza dellePP.AA. nell’uso delle tecnologie informatiche e telematiche, carenza che si fa sentire soprattutto nel settore edilizio, propone all'attenzione dei professionisti tecnici un primo pacchetto di norme " che potrebbero fin da ora risolvere alcune delle problematiche che ostacolano...

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COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO PISTOIA - Comunicazione di avvenuta…

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO PISTOIA - Comunicazione di avvenuta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di norme attinenti la prevenzione incendi. Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18.

Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Pistoia comunica l'avvenuta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di norme attinenti la prevenzione incendi, sulla base del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, che riporta le “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese...

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INDENNITA’ COVID-19 - Miniguida per richiesta on line

INDENNITA’ COVID-19 - Miniguida per richiesta on line

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia, a seguito dell'apertura della procedura on line per la richiesta del bonus di 600,00 euro in favore dei professionisti iscritti agli Enti di Previdenza privata obbligatoria danneggiati dall’emergenza sanitaria da Covid19, inoltra una breve guida su come procedere per la presentazione...

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Apertura procedura on line bonus professionisti - Comunicazione

 Apertura procedura on line bonus professionisti - Comunicazione

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia conseguentemente al D.L. 28 marzo 2020 riguardante anche i criteri di ammissibilità delle istanze per la richiesta di €.600,00 in favore dei professionisti iscritti agli Enti di Previdenza privata obbligatoria danneggiati dall’emergenza sanitaria da Covid19, ricorda che: - Il periodo di presentazione...

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Comune di Massa e Cozzile - Proroga per la presentazione…

Comune di Massa e Cozzile - Proroga per la presentazione delle osservazioni alla variante del P.O. e P.S.

Il Comune di Massa e Cozzile comunica la proroga del termine per la presentazione delle osservazioni alla variante del Piano Operativo e a quella del Piano Strutturale. La nuova scadenza è il 15 giugno 2020. Scarica la delibera

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Geometriè - Intervento sull'Emergenza COVID-19

Geometriè - Intervento sull'Emergenza COVID-19

Il presidente Donatella Curletto, insieme ai vice presidenti Marco Vignali e Giuseppe Alberto Arlia, dell'Associazione Geometriè,  intervengono sull'emergenza Covid-19 delineando il quadro della situazione e tracciando le proposte a breve, media e lunga scadenza per superare le criticità, sia economiche che finanziarie, che la categoria dei Geometri sta affrontando. Scarica l'intervento

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Cassa Geometri - Emergenza COVID-19 - Indennità ai professionisti -…

Cassa Geometri - Emergenza COVID-19 - Indennità ai professionisti - Fondo per il reddito di ultima istanza

La Cassa Geometri informa che sabato scorso è stato firmato il decreto interministeriale per l'erogazione dell'indennità di 600 euro a lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza private in attuazione dell’art. 44 del decreto c.d. “Cura Italia”.Allo stato attuale, la bozza del decreto prevede che l'indennità venga...

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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DELLA TOSCANA - Chiusura Uffici

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DELLA TOSCANA - Chiusura Uffici

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana comunica che: " in considerazione della grave situazione emergenziale in corso, al fine di prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del virus COVID-19, è stata disposta, a decorrere dal 26 marzo 2020 e fino a nuova comunicazione, la chiusura al pubblico...

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Camera di Commercio di Pistoia - AGGIORNAMENTO SU MODALITA’ DI…

Camera di Commercio di Pistoia - AGGIORNAMENTO SU MODALITA’ DI ACCESSO AI SERVIZI CAMERALI

La Camera di Commercio di Pistoia comunica di aver messo in atto le misure previste dalle disposizioni governative per il contrasto alla diffusione del Virus COVID-19:"Si invita la Gentile Utenza a limitare il più possibile gli spostamenti e ad utilizzare in via prioritaria i servizi online a disposizione nonché a...

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Comunicazione del Presidente della Cassa Geometri Diego Buono

Comunicazione del Presidente della Cassa Geometri Diego Buono

La Cassa Geometri inoltra la comunicazione del Presidente Diego Buono che fa il punto sulla situazione generata dall'emergenza sanitaria, le richieste e le misure di sostegno fino ad oggi ottenute in sostegno alla categoria. Scarica la comunicazione del Presidente della Cassa Geometri

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Agenzia delle Entrate - Sospensione dei termini e accertamento con…

Agenzia delle Entrate - Sospensione dei termini e accertamento con adesione - Articoli 67 e 83 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto “Cura Italia”) – Primi chiarimenti

L'Agenzia delle Entrate inoltra chiarimenti in merito alla sospensione dei termini e accertamento con adesione come stabilito negli articoli 67 e 83 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto “Cura Italia”). Scarica la circolare

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Emergenza sanitaria - Comunicato del Presidente del Collegio Marco Sibaldi…

Emergenza sanitaria - Comunicato del Presidente del Collegio Marco Sibaldi

Cari Colleghi e Care Colleghe,scrivo la presente a seguito delle molte richieste pervenute sulle iniziative intraprese da Cassa Geometri e dal Consiglio Nazionale, dopo l’uscita del Decreto cura Italia, che ha lasciato il mondo professionale, ovvero quello iscritto a casse previdenziali diverse dall’INPS, allibito.Premetto che tutto il Consiglio Direttivo è...

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DPCM 22 marzo 2020 - Chiusura Segreteria del Collegio

DPCM 22 marzo 2020 - Chiusura Segreteria del Collegio

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia informa che, a seguito delle misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 contenute nel nuovo DPCM del 22 marzo, sarà sospeso anche il servizio di segreteria telefonica del Collegio. Per qualsiasi richiesta sarà quindi possibile contattare il...

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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DELLA TOSCANA - ulteriore riduzione orario

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DELLA TOSCANA - ulteriore riduzione orario

 La Commissione Tributaria Regionale della Toscana comunica che dal 20 marzo 2020 il servizio ricezione atti dell'ufficio di segreteria della garantirà l'apertura al pubblico soltanto nei giorni di martedì e giovedì e per un'ora, dalle 9,30 alle 10.30, esclusivamente per assicurare il servizio di prenotazione on-line degli appuntamenti, consentendo l'accesso...

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Tribunale Civile di Pistoia - Circolare Covid-19 GG.EE. del 18.3.2020

Tribunale Civile di Pistoia - Circolare Covid-19 GG.EE. del 18.3.2020

L'Ufficio Esecuzioni Immobiliari del Tribunale Civile di Pistoia inoltra la circolare relativa alle disposizioni, a seguito dell'emergenza Covid-19, per le vendite, le attività dei custodi giudiziari, le attività degli esperti stimatori e i giudizi di divisione endo-esecutiva. Scarica la circolare

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Cng - Pubblicazione di 3 avvisi – Comune di Rimini

Cng - Pubblicazione di 3 avvisi – Comune di Rimini

Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati comunica che il comune di Rimini ha pubblicato i seguenti 3 avvisi:1. Incarico progettazione fattibilità tecnico economica - Realizzazione infrastrutture sosta (scadenza ore 13,00 del 19/03/2020)2. Completamento bicipolitana - Incarico di progettazione Fattibilità Tecnico economica (scadenza ore 17,00 del 20/03/2020)3. Incarico progettazione...

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Comune di Quarrata - Nuove disposizioni apertura ufficio Urbanistica

Comune di Quarrata - Nuove disposizioni apertura ufficio Urbanistica

Il Comune di Quarrata comunica che: "a fronte dell'ordinanza Sindacale n. 58 del 16/03/2020 dove viene ribadito che il Servizio Urbanistica, Edilizia Privata e Abusivismo non è ricompreso nell'elenco dei servizi essenziali e indifferibili da rendere in presenza, tenuto conto che per motivi tecnici non è possibile l'immediato ricorso a...

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Comune di Monsummano Terme - chiusura uffici

Comune di Monsummano Terme - chiusura uffici

Il Comune di Monsummano Terme comunica che: "a seguito di ordinanza del Sindaco, in relazione alle attività di prevenzione dal rischio di infezione da Covid 19 (Coronavirus), gli uffici sono aperti, ma non sono direttamente accessibili al pubblico. Quindi, per potere accedere, occorre preventivamente fissare un appuntamento tramite telefono o tramite...

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Tribunale di Pistoia - Direttive univoche in merito alle consulenze…

Tribunale di Pistoia - Direttive univoche in merito alle consulenze tecniche e perizie afferenti a procedimenti pendenti

Il Tribunale di Pistoia inoltra il provvedimento riguardante le direttive univoche in merito alle consulenze tecniche e perizie afferenti a procedimenti pendenti a seguito del Dpcm 8 marzo 2020. Scarica il documento

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Agenzia Entrate - Chiusura uffici al pubblico

Agenzia Entrate - Chiusura uffici al pubblico

L'Agenzia Entrate - Ufficio Provinciale di Pistoia - Territorio comunica che ai fini di contenere il rischio di diffusione del contagio da covid-19 l' ufficio può soltanto ricevere documenti e richieste di servizi per la successiva lavorazione in back office. Pertanto il previsto servizio di prenotazione di consulenze tecniche docfa/pregeo...

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Commissioni tributarie - MISURE DI CONTENIMENTO DEL RISCHIO DI DIFFUSIONE…

Commissioni tributarie - MISURE DI CONTENIMENTO DEL RISCHIO DI DIFFUSIONE VIRUS COVID-19

La Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia inoltra i provvedimenti del Presidenti di CTP Pistoia e CTR Firenze in merito alla determinazione delle misure urgenti adottate in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Scarica il Provvedimento Scarica il Provvedimento del Presidente della Commissione Tributaria di Firenze

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Emergenza COVID-19: le misure della Cassa Geometri a sostegno degli…

Emergenza COVID-19: le misure della Cassa Geometri a sostegno degli iscritti

La Cassa Geometri inoltra le misure intraprese dalla stessa a sostegno degli iscritti in considerazione dell'emergenza sanitaria che affligge il Paese. Scarica il documento

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Usl Toscana Centro - DPCM COVID/19 e cantieri edili

Usl Toscana Centro - DPCM COVID/19 e cantieri edili

L'Ing. Massimo Selmi, Responsabile UFC Prevenzione Igiene Sicurezza Luoghi Lavoro dell'Usl Toscana Centro, a seguito delle numerose richieste di chiarimenti da parte di tecnici nel ruolo di Coordinatori per l'esecuzione dei lavori circa la gestione delle regole stabilite dai DPCM coronavirus nell'ambito dei cantieri edili, precisa che: "tali attività ad oggi...

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QUOTA ASSOCIATIVA 2020 AL COLLEGIO

QUOTA ASSOCIATIVA 2020 AL COLLEGIO

In seguito all’emergenza sanitaria in cui versa il Paese per il virus COVID-19, nella seduta di oggi 11 marzo 2020, il Consiglio Direttivo ha deliberato di procastinare il pagamento della quota associativa 2020 al Collegio alla data del 15 maggio 2020 e che pertanto per i pagamenti che perverranno tra...

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DPCM 9 marzo 2020 - Chiusura al pubblico del Collegio

DPCM 9 marzo 2020 - Chiusura al pubblico del Collegio

A seguito del Dpcm 9 marzo 2020, in vigore dal 10 marzo, recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale, il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia, ritendendo urgente e necessario adottare comportamenti responsabili per limitare il più possibile...

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COMUNE DI QUARRATA - CHIUSURA AL PUBBLICO SERVIZIO URBANISTICA-EDILIZIA

COMUNE DI QUARRATA - CHIUSURA AL PUBBLICO SERVIZIO URBANISTICA-EDILIZIA

Il Comune di Quarrata comunica la chiusura al pubblico, a seguito delle misure da adottare per l'emergenza COVID-19, del servizio urbanistica-edilizia disponendo che: da martedi’ 10 marzo 2020 il ricevimento del pubblico nei giorni di martedì e giovedi’ sia effettuato durante il normale orario di apertura tramite contatto telefonico col...

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Proroga pre-adesioni: corso di aggiornamento sulla sicurezza 40 ore e…

Proroga pre-adesioni: corso di aggiornamento sulla sicurezza 40 ore e corso del Certificatore Energetico

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comunica che sono state riaperte le pre-adesioni per il corso di aggiornamento sulla sicurezza 40 ore e per il corso del Certificatore Energetico, gli interessati potranno inviare il modulo di pre-adesione entro e non oltre il 20 marzo 2020.

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Università di Pisa - Avviso per l'aggiornamento dell' Elenco di…

Università di Pisa - Avviso per l'aggiornamento dell' Elenco di Ateneo di operatori per incarichi e servizi - riaperti i termini di iscrizione

L'Università di Pisa comunica che sono riaperti i termini d'iscrizione per i professionisti interessati a rientrare nell'elenco di operatori disponibili per il conferimento di servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, in particolare: incarichi di progettazione, coordinamento sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione,direzione lavori, collaudo, verifica progettazione ed altri servizi tecnici,...

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COMUNICAZIONE REDDITUALE E VERSAMENTI 2020

COMUNICAZIONE REDDITUALE E VERSAMENTI 2020

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia fornisce le seguenti precisazioni a seguito di numerose telefonate ricevute inerenti richieste di chiarimenti sulle due comunicazioni di Cassa Geometri arrivate via pec a tutti gli iscritti, aventi ad oggetto le modalità di pagamento della contribuzione per l'anno 2020.Le modalità di...

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QUOTA ANNUALE COLLEGIO 2020: invio bollettino MAV. Scadenza pagamento quota…

QUOTA ANNUALE COLLEGIO 2020: invio bollettino MAV. Scadenza pagamento quota 2020 : 13.03.2020

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comunica che in data 13 Marzo 2020 scadrà il pagamento della quota annuale del Collegio per il 2020; perchè ogni Iscritto possa  procedere al  pagamento della quota,  in data 28 Febbraio 2020 è stato inviato, dal Collegio, il bollettino MAV  nelle...

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Comune di Serravalle Pistoiese - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE PER IL RICEVIMENTO…

Comune di Serravalle Pistoiese - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE PER IL RICEVIMENTO DEL PUBBLICO

Il Comune di Serravalle Pistoiese comunica che, a seguito dell'emergenza  dovuta al propagarsi del virus covid-19, e viste le disposizioni da seguire relative alle precauzioni da prendere in merito emanate dalla Regione e dallo Stato, tra le quali c’è quella di evitare il sovraffollamento dei luoghi comuni di attesa; considerato...

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Comune di Marliana - Nuovi orari di apertura al pubblico

Comune di Marliana - Nuovi orari di apertura al pubblico

Il Comune di Marliana comunica che, con delibera di giunta del 17 febbraio 2020, sono cambiati gli orari di apertura al pubblico dei seguenti uffici: - Ufficio Urbanistica: mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.45 e sabato su appuntamento- Lavori Pubblici: su appuntamentoUlteriori informazioni sono disponibili sul sito del comune.

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CORSO di FORMAZIONE - "TABELLI MILLESIMALI" - ANNULLAMENTO - NUOVA…

CORSO di FORMAZIONE - "TABELLI MILLESIMALI" - ANNULLAMENTO - NUOVA DATA DI SVOLGIMENTO 14.05.2020

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comunica che il corso "Tabelle Millesimali" programmato per il 19 Marzo 2020 è stato annullato; lo svolgimento dello stesso è stato fissato per il giorno 14 Maggio 2020.

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CNG - Disposizioni su COVID-19 misure a sostegno della Categoria

CNG - Disposizioni su COVID-19 misure a sostegno della Categoria

Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, invitando tutti i professionisti iscritti al proprio senso di responsabilità per affrontare l'emergenza in atto, segnala due iniziative in sostegno alla categoria, che saranno proposte dalla Rete Professioni Tecniche: la richiesta, ai Ministeri competenti, di prorogare i termini di legge per i...

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Comune di Uzzano - ATTIVITÀ DEGLI UFFICI COMUNALI E RICEVIMENTO…

Comune di Uzzano - ATTIVITÀ DEGLI UFFICI COMUNALI E RICEVIMENTO AREA TECNICA

Il Comune di Uzzano comunica che, nel rispetto delle recenti disposizioni del Consiglio dei Ministri e al fine di contenere e gestire l'emergenza dovuta al Corona Virus, cittadini e i tecnici sono inviatati a recarsi presso gli Uffici Comunali SOLO IN CASO DI ESTREMA NECESSITÀ E URGENZA.A partire dal 10...

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Comune di Pistoia - Covid-19, cosa cambia per i servizi…

Comune di Pistoia - Covid-19, cosa cambia per i servizi politiche di inclusione sociale, urbanistica, ambiente e cimiteri, Urp dopo le disposizioni del Governo

Il Comune di Pistoia inoltra le variazioni, comprese le misure adottate dal servizio urbanistica, che subiscono gli uffici pubblici a seguito delle disposizioni del Governo per contrastare il Covid-19. Scarica il documento

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MISURE PER LA PREVENZIONE DA COVID-2019

MISURE PER LA PREVENZIONE DA COVID-2019

Carissimo Collega,a seguito dell’emergenza sanitaria in cui versa il Paese in questo momento, e dopo la pubblicazione del DCPM del 04-03-2020                                                                            TI COMUNICOche, nel rispetto dello stesso e per limitare l'esposizione di tutti noi a rischio di contagio da oggi, e fino al 03-04-2020 compreso, verranno sospese tutte le attività...

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Regione Toscana - Variazione orario di apertura Ufficio Settore Sismica…

Regione Toscana - Variazione orario di apertura Ufficio Settore Sismica sede di Arezzo

La Direzione Ambiente Energia della Regione Toscana informa che a partire dal primo di marzo 2020 il servizio di apertura al pubblico del Settore Sismica, sede di Arezzo, sarà effettuato il martedì dalle ore 9,30 alle ore 13. Scarica la comunicazione

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Corsi professionali:"La ricerca dei comparabili in mancanza della banca dati"…

Corsi professionali:"La ricerca dei comparabili in mancanza della banca dati" "Estimo Immobiliare tecniche di valutazione in carenza di dati  immobiliari" - ADESIONE

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comuncia che il 18 marzo 2020 e il  22 aprile 2020 con orario 9,30 – 13/ 14 – 16,30 si terrano rispettivamente i corsi: "La ricerca dei comparabili in mancanza della banca dati" e "Estimo Immobiliare tecniche di valutazione in carenza...

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Agenzia delle Entrate - Progetti straordinari di cartografia - Attività…

Agenzia delle Entrate - Progetti straordinari di cartografia - Attività di recupero delle deformazioni delle mappe catastali e costruzione delle congruenze topologiche tra mappe contigue

L'Agenzia Entrate - Uffico Provinciale di Pistoia - Territorio comunica l’inizio delle attività di competenza della Direzione Centrale Servizi Catastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare riguardanti i progetti straordinari di cartografia, le attività di recupero delle deformazioni delle mappe catastali e la costruzione delle congruenze topologiche tra mappe contigue, specificando...

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Cng - Designazione componenti commissione prevenzione incendi

Cng - Designazione componenti commissione prevenzione incendi

Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati comunica i componenti della Commissione Prevenzione incendi recentemente istituita. Scarica la comunicazione

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Corso Abilitante per Certificatore Energetico - Proroga INVIO PRE-ADESIONI -…

Corso Abilitante per Certificatore Energetico - Proroga INVIO PRE-ADESIONI - 28 Febbraio 2020

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comunica che è stata prorogata al 28 di Febbraio la data di invio delle pre-adesioni ai corsi: "Corso di aggiornamento sulla sicurezza 40 ore" e "Corso Abilitante per Certificatore Energetico".

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Corso di aggiornamento annuale per Amministratori di Condominio (ore 18…

Corso di aggiornamento annuale per Amministratori di Condominio (ore 18 con verifica finale) ai sensi della L. 220/12 e del D.M. 13.08.2014 n.140. Periodo di svolgimento 17, 24, 26 e 31 Marzo 2020. ADESIONE

Il collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comunica che presso la sede del Collegio in Via del Can Bianco 13, Palazzo Puccini, a Pistoia, nei giorni 17, 24, 26 e 31 Marzo 2020 dalle ore 8,30 alle ore 13,30, si svolgerà il corso di aggiornamento annuale per Amministratori di...

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Cassa Geometri - Nuove modalità - Comunicazione reddituale e versamenti…

Cassa Geometri - Nuove modalità - Comunicazione reddituale e versamenti 2020

La Cassa Geometri comunica che a partire da quest'anno, la comunicazione annuale dei redditi e il versamento della contribuzione torneranno ad essere gestiti direttamente dalla stessa, senza più avvalersi del modello Redditi dell 'Agenzia delle Entrate e senza i vincoli delle scadenze previste per gli adempimenti fiscali.Comunica inoltre che: "per...

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Corso: “TABELLE MILLESIMALI” – Pistoia 19.03.2020

Corso: “TABELLE MILLESIMALI” – Pistoia 19.03.2020

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Pistoia comunica che presso la sede del Collegio in Pistoia Via del Can Bianco, 13,  giovedì 19 Marzo 2020 dalle ore 8 e 45  alle ore 13, si terrà il  corso: “TABELLE MILLESIMALI”. La partecipazione al corso, dal costo di 15 euro, assume...

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CNG - Protocollo d'intesa

CNG - Protocollo d'intesa

Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati informa che è stato siglato il protocollo d'intesa con l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare - ISMEA (Ente pubblico economico nazionale) con lo scopo di "diffondere presso gli Iscritti "buone prassi" per lo sviluppo e la promozione delle attività agricole...

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UNI/PdR 75:2020 - "Decostruzione Selettiva"

UNI/PdR 75:2020 - "Decostruzione Selettiva"

Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati informa che è stata da poco pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 75:2020 “Decostruzione selettiva – Linea guida per la decostruzione selettiva e il recupero dei rifiuti in un’ottica di economia circolare”. Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e Rete Professioni Tecniche...

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Servizio di consulenza legale Avv. Diletta Lastraioli - Sospensione

Servizio di consulenza legale Avv. Diletta Lastraioli - Sospensione

Si informa che il servizio di consulenza legale a causa dell’emergenza COVID-19 è sospeso fino a data da destinarsi; l’avv. Diletta Lastraioli sarà comunque a disposizione degli Iscritti , solo per casi urgenti,  il giorno giovedì 26 Marzo p.v. dalle ore 15:00 alle ore 18:00, tramite e-mail all’indirizzo  d.lastraioli@studioassociatocolzi.it  

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Legge Regionale 26 luglio 2002, n. 32

Legge Regionale 26 luglio 2002, n. 32
Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro.
Bollettino Ufficiale n. 23 , parte prima, del 05.08.2002
Titolo I - PRINCIPI GENERALI
Art. 01 - Oggetto e obiettivi delle politiche di intervento
1. La presente legge disciplina gli interventi che la Regione Toscana promuove per lo sviluppo dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento, della formazione professionale e dell'occupazione, al fine di costruire un sistema regionale integrato che garantisca, in coerenza con le strategie dell'Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane, la piena realizzazione della libertà individuale e dell'integrazione sociale, nonché il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita quale fondamento necessario per il diritto allo studio e il diritto al lavoro.  
2. Gli interventi di cui al comma 1 concorrono ad assicurare lo sviluppo dell'identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.
3. Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall'articolo 118 della Costituzione, determina l'allocazione delle funzioni amministrative al livello di governo più vicino ai cittadini e favorisce l'integrazione di apporti funzionali di soggetti privati.
4. Gli interventi della Regione si ispirano ai seguenti obiettivi:
a) assicurare la diffusione territoriale, la qualificazione e il costante miglioramento dell'offerta di attività e di servizi;
b) favorire la possibilità di apprendere e sviluppare le conoscenze degli individui lungo l'intero arco della vita, garantendo l'esercizio della libertà di scelta nella costruzione di percorsi lavorativi, professionali e imprenditoriali al fine di incrementare la capacità di inserimento e qualificare la permanenza nel mondo del lavoro;
c) sostenere lo sviluppo qualitativo dell'offerta di istruzione, pubblica e paritaria, contribuendo a rendere effettivo il diritto all'apprendimento per tutti, anche attraverso la flessibilità dei percorsi;
d) sviluppare e promuovere le politiche del lavoro al fine di favorire l'incontro fra la domanda e l'offerta;
e) prevenire la disoccupazione incentivando intese e accordi tra soggetti pubblici e privati per la realizzazione di iniziative locali;
f) favorire azioni di pari opportunità volte a migliorare l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro con interventi specifici per sostenere l'occupazione femminile, ad eliminare la disparità nell'accesso al lavoro, favorendo i percorsi di carriera, e a conciliare la vita familiare con quella professionale;
g) promuovere l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro delle persone esposte al rischio di esclusione sociale attraverso percorsi di sostegno e accesso alle misure di politica del lavoro;
h) sviluppare le azioni volte a garantire ai disabili il pieno accesso agli interventi previsti dalla presente legge;
i) promuovere l'innovazione, sviluppando con le parti sociali i necessari accordi, al fine di raggiungere elevati livelli di sicurezza e qualità del lavoro, come fondamento necessario per la competizione qualitativa e l'incremento della produttività.
i bis) promuovere il rafforzamento delle politiche di sostegno alla continuità lavorativa al fine di favorire condizioni lavorative stabili; (8)
i ter) promuovere azioni di pari opportunità e qualità delle condizioni lavorative dei cittadini immigrati.(8)

Titolo II - LE POLITICHE DI INTERVENTO
Capo I - LE POLITICHE INTEGRATE DELL'EDUCAZIONE, DELL'ISTRUZIONE, DELL'ORIENTAMENTO E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Art. 02 - Interventi di attuazione delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale
1. Le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale si attuano attraverso interventi diretti e indiretti. Per interventi diretti si intendono azioni di sostegno, anche di tipo finanziario, in risposta a bisogni riferibili alla domanda individuale; per interventi indiretti si intendono azioni di consolidamento e sviluppo dei sistemi dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e dell'orientamento, finalizzate ad assicurare l'accessibilità e il miglioramento sia dell'offerta formativa che dei servizi ad essa connessi, nonché azioni di indirizzo, coordinamento, regolazione, qualificazione, monitoraggio e valutazione dei sistemi stessi, nelle loro articolazioni pubbliche e private.
2. L'insieme organico degli interventi delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale, attuati ai sensi e per i fini della presente legge, è volto alla progressiva costruzione di un sistema integrato regionale per il diritto all'apprendimento.
Art. 03 - Finalità degli interventi educativi per la prima infanzia
1. La Regione promuove e coordina interventi educativi unitari rivolti all'infanzia, tesi alla piena e completa realizzazione dei diritti della persona e informati ai principi del pieno e inviolabile rispetto della libertà e della dignità personale, della solidarietà, dell'eguaglianza di opportunità, della valorizzazione della differenza di genere, dell'integrazione delle diverse culture, garantendo il benessere psicofisico e lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali.
2. La Regione, nel promuovere la realizzazione di servizi efficaci in relazione ai bisogni emergenti nel proprio territorio, si ispira alle seguenti finalità:
a) innovazione e sperimentazione;
b) continuità educativa;
c) massima diffusione territoriale degli interventi e raggiungimento della più ampia utenza;
d) diversificazione delle offerte e flessibilità dell'organizzazione;
e) omogenea qualità dell'offerta;
f) risposte personalizzate alla molteplicità dei bisogni;
g) organizzazione degli interventi per garantire le pari opportunità e conciliare la vita professionale dei genitori con quella familiare;
h) ottimizzazione dell'uso delle risorse, in relazione alla qualità e all'economicità;
i) tutela dei diritti all'educazione dei disabili.
Art. 04 - Tipologie degli interventi e servizi educativi per la prima infanzia
1. Gli interventi per la realizzazione delle finalità di cui all' articolo 3 sono rivolti ai bambini in età compresa da tre mesi a tre anni e consistono in:
a) nido di infanzia, quale servizio educativo e sociale per la prima infanzia, aperto a tutti i bambini senza alcuna discriminazione, che concorre con le famiglie alla crescita, cura, formazione e socializzazione dei bambini, assicurando la realizzazione di programmi educativi, il gioco, i pasti e il riposo pomeridiano;
b) servizi integrativi che hanno l'obiettivo di ampliare l'azione dei nidi di infanzia, garantendo risposte flessibili e differenziate alle esigenze delle famiglie e dei bambini, che possono comprendere servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale, anche per fruizioni temporanee o saltuarie nella giornata, rivolte ai soli bambini o ai bambini con i loro genitori o adulti accompagnatori, e servizi educativi e di cura presso il domicilio della famiglia o dell'educatore.
2. I nidi di infanzia ed i servizi di cui al comma 1, lettere a) e b), devono attenersi agli standard strutturali, qualitativi ed alle qualifiche professionali definiti dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2.
3. Il Comune è titolare delle funzioni amministrative in materia di servizi ed interventi educativi che gestisce in forma diretta, in associazione con uno o più o tutti i Comuni compresi nella zona socio-sanitaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 72 (Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari integrati), anche attraverso gli strumenti previsti dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
4. I Comuni, per l'erogazione dei servizi nell'ambito delle risorse programmate, possono convenzionarsi con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi del regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, ed ammettere gli interessati alla fruizione delle prestazioni e dei servizi di rete tramite appositi buoni-servizio, le cui modalità di attribuzione sono disciplinate da apposito regolamento comunale, da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2.5. I Comuni, con riferimento agli standard previsti dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, autorizzano soggetti privati ad istituire e gestire servizi di carattere educativo e concedono ai soggetti privati autorizzati che ne facciano richiesta, l'accreditamento.
6. L'esercizio dei servizi educativi per la prima infanzia privo dell'autorizzazione di cui al comma 5, comporta la cessazione del servizio ad iniziativa del Comune, con procedure definite dai regolamenti comunali.
Art. 05 - Educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti
1. Per educazione non formale si intende l'insieme di interventi educativi non finalizzati direttamente al rilascio di titoli di studio o di attestati professionali, ancorché valutabili secondo quanto stabilito nel sistema generale dei crediti formativi e di istruzione di cui all' articolo 32 , comma 2, lettera c).
2. La Regione promuove interventi di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti al fine di concorrere ad assicurare lo sviluppo dell'identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.
3. La Regione, per rendere effettivo il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, sviluppa, nell'ambito della programmazione dell'offerta formativa integrata, il progressivo raccordo delle iniziative educative non formali rivolte agli adulti presenti sul territorio regionale, in un insieme organico e qualificato di opportunità educative per la popolazione, basato su accordi ed intese di rete fra tutti i soggetti, pubblici e privati, promotori delle iniziative stesse.
4. Con il regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, sono definite le caratteristiche strutturali ed organizzative del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti.
Art. 06 - Interventi per lo sviluppo del sistema di istruzione
1. Nel rispetto delle norme generali sull'istruzione e dei principi fondamentali stabiliti con legge dello Stato, la Regione promuove sul proprio territorio un organico sviluppo, qualitativo e quantitativo, dell'istruzione scolastica.
2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite in particolare attraverso le seguenti funzioni:
a) la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale;
b) la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali di cui all' articolo 29 , comma 2, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);
c) la suddivisione, anche sulla base delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa;
d) la determinazione del calendario scolastico;
e) i contributi alle scuole non statali;
f) le iniziative e le attività di promozione relative alle funzioni di cui al presente elenco.
3. La Regione, al fine di raccordare organicamente le proprie competenze con quelle esercitate dall'amministrazione statale e dagli enti locali nel campo dell'istruzione, sviluppa le azioni di cui al comma 2, osservando il metodo della concertazione interistituzionale e stipulando con i suddetti enti intese operative.
Art. 06 bis - Ambito funzionale e soggetti della programmazione della rete scolastica regionale (4)
1. Nell'ambito delle procedure programmatorie nonché dei criteri e modalità di distribuzione delle risorse umane e finanziarie disponibili stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32 , sono soggetti della programmazione:
a) le istituzioni scolastiche autonome;
b) i comuni delle zone socio-sanitarie;
c) le province;
d) la Regione.
Art. 06 ter - Conferenza zonale per l'istruzione (5)
1. La conferenza zonale per l'istruzione è formata da tutti i sindaci o assessori delegati di ciascuna zonasocio-sanitaria.
2. La conferenza zonale disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento.
3. La conferenza zonale è convocata per la prima volta dal sindaco o assessore delegato del comune della zona socio-sanitaria con maggior numero di abitanti; fino all'adozione del regolamento di cui al comma 2, la conferenza approva i propri atti con il voto favorevole dei sindaci o assessori delegati che rappresentano la metà più uno degli abitanti della zona.
4. Secondo quanto previsto dai rispettivi regolamenti, ciascuna conferenza garantisce la partecipazione delle province nonché modalità continuative di confronto con le rappresentanze espressive delle componenti delle istituzioni scolastiche autonome per tutto ciò che concerne lo sviluppo a livello locale del sistema di educazione e istruzione.
5. Le modalità continuative di confronto di cui al comma 4 assicurano il ruolo delle parti sociali con particolare riferimento alle organizzazioni sindacali di categoria per ciò che concerne le modalità di assegnazione e mobilità del personale.
Art. 06 quater - Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all'istruzione (6)
1. Al fine dell'attuazione della programmazione della rete scolastica, fino al completo trasferimento dallo Stato alla Regione delle risorse umane e finanziarie attinenti al settore dell'istruzione, la Giunta regionale promuove intese con il Ministero dell'istruzione, università e ricerca per definire:
a) le modalità per la determinazione e l'assegnazione da parte statale, in tempi certi, delle risorse umane e finanziarie destinate annualmente alla Regione per lo sviluppo della rete scolastica regionale;
b) le forme di collaborazione tra gli uffici dell'amministrazione regionale e gli uffici decentrati dell'amministrazione scolastica statale in ordine all'istruttoria per l'attuazione della programmazione regionale della rete scolastica e ai relativi adempimenti per l'assegnazione e la mobilità del personale;
c) le modalità di integrazione e di condivisione dei sistemi e dei flussi informativi.
2. Le intese di cui al comma 1 garantiscono la indefettibile continuità dell'azione amministrativa in tutte le fasi di attuazione della programmazione della rete scolastica.
Art. 07 - Finalità, destinatari e tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico
1. La Regione promuove servizi e interventi volti a rendere effettivo il diritto all'apprendimento e all'istruzione scolastica dei soggetti frequentanti le scuole statali, le scuole paritarie private e degli enti locali, dall'infanzia fino all'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo.
2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite attraverso:
a) il sostegno di tutti i servizi e le iniziative di supporto alla frequenza delle attività scolastiche;
b) l'erogazione di provvidenze economiche prioritariamente destinate ai soggetti appartenenti a famiglie in condizioni svantaggiate;
c) lo sviluppo di azioni di miglioramento della qualità dell'offerta di istruzione e formazione prioritariamente finalizzate alla riduzione dell'insuccesso e dell'abbandono scolastico.
3. Per la realizzazione delle finalità di cui al presente articolo, il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi, rivolti agli studenti, che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi e gli interventi attribuiti per concorso.
4. Il Piano di indirizzo generale integrato prevede, altresì:
a) le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito;
b) i criteri per la contribuzione finanziaria dei destinatari degli interventi rivolti agli studenti, che può essere differenziata in fasce connesse al reddito delle famiglie dei medesimi, fino ad essere eventualmente esclusa.
Art. 08 - Finalità e destinatari degli interventi per il diritto allo studio universitario
1. In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, la Regione interviene per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l'eguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.2. Gli interventi sono destinati agli studenti iscritti, per il conseguimento di un titolo di valore legale, ai corsi di studio delle Università degli studi e degli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, con sede in Toscana, tutti denominati in seguito, ai fini della presente legge, Università.
3. La Regione assicura il coordinamento dei propri interventi con quelli di competenza delle Università della Toscana.
Art. 09 - Tipologie degli interventi per il diritto allo studio universitario
1. Gli interventi attuati per le finalità di cui all' articolo 8 , comma 1, sono realizzati avendo riguardo sia al momento di ingresso nel sistema universitario toscano, con azioni di informazione e di integrazione culturale, sia agli aspetti logistici e di possibilità di permanenza nelle sedi di studio, attivando appositi servizi di ristorazione, di alloggio e di sostegno finanziario attraverso borse di studio ed altre forme, sia alle prospettive di collocazione professionale con azioni di orientamento al lavoro in rapporto con i centri per l'impiego.
2. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi degli studenti, gli interventi che non prescindono dai suddetti requisiti o che vengono attribuiti per concorso e gli interventi cumulabili di cui al comma 5.
3. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 stabilisce le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito degli studenti per l'accesso agli interventi attribuiti per concorso e determina, altresì, le entità dei benefici.
4. Le borse di studio possono essere concesse al fine di favorire il conseguimento della prima laurea, della prima laurea specialistica o di altri titoli equipollenti o superiori aventi valore legale. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 può prevedere la concessio e di prestiti d'onore in sostituzione, anche parziale, delle borse di studio.
5. I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte delle Aziende di cui all' articolo 10 , individuate dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3.
6. Il servizio abitativo delle Aziende di cui all' articolo 10 , utilizzato per i propri fini istituzionali e per quelli delle Università, non costituisce esercizio di struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera.
Art. 10 - Aziende regionali per il diritto allo studio universitario
1. La realizzazione, in collaborazione con le Università e gli enti locali, degli interventi di cui all' articolo 9 è demandata alle tre Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, di seguito denominate Aziende, che hanno sede legale nei comuni sedi delle Università di Firenze, di Pisa e di Siena.
2. Alle Aziende fanno capo anche gli interventi da realizzare in altre città della regione sedi di decentramento universitario dipendenti dalle Università ove ha sede l'Azienda, nonché gli interventi a favore degli iscritti agli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale.
3. Le Aziende sono dotate di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di patrimonio proprio e di proprio personale. Il loro funzionamento è disciplinato da un regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione conformemente alle modalità definite dal regolamento regionale di cui all'articolo 32 , comma 3, lettera b).
4. Sono organi dell'Azienda il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Collegio dei revisori.
5. Le modalità di nomina degli organi di cui al comma 4, nonché la composizione del Consiglio di amministrazione, che assicura la rappresentanza delle Università e degli studenti, e del Collegio dei revisori delle Aziende sono stabilite con deliberazione del Consiglio regionale. Le modalità di funzionamento e le competenze degli organi di cui al comma 4 sono stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 3, lettera b). (3)
6. La Giunta regionale approva il bilancio previsionale economico delle aziende con l'allegato piano di attività annuale, previa espressione del parere del Consiglio regionale. (23)
6 bis. Il Consiglio regionale verifica i risultati finali del controllo di gestione e approva il conto di esercizio delle aziende. (24)
7. Il patrimonio delle Aziende è vincolato nell'uso all'attuazione degli interventi del diritto allo studiouniversitario di cui all'articolo 9.
8. La Giunta regionale esercita la vigilanza sull'amministrazione delle Aziende. (25).
9. Nell'esercizio di tali poteri, la Giunta regionale:
a) dispone ispezioni mediante la nomina di uno o più ispettori tra il personale regionale dirigente;
b) provvede, previa diffida agli organi dell'Azienda, al compimento di atti resi obbligatori da disposizioni di legge e di regolamento, quando gli amministratori ne rifiutino o ritardino l'adempimento.
10. In caso di persistente carenza di funzionamento o di gravi e ripetute violazioni di leggi o di prescrizioni programmatiche, con decreto del Presidente della Giunta regionale, il Consiglio di amministrazione dell'Azienda è sciolto ed è nominato un commissario straordinario per la gestione dell'Azienda per un periodo non superiore a sei mesi.
11. La Giunta regionale presenta una relazione annuale al Consiglio regionale sull'attività delle Aziende e sulla propria attività di vigilanza.
Art. 11 - Personale delle Aziende
1. Il personale delle Aziende è iscritto nell'apposito ruolo del personale di ciascuna Azienda e ad esso si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti della Regione Toscana.
2. Al personale iscritto nei ruoli delle Aziende, già trasferito dalla Regione Toscana ai sensi della legge regionale 11 agosto 1993, n. 55 (Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario), continuano ad applicarsi i benefìci derivanti dalle disposizioni di cui alla legge regionale 10 maggio 1982, n. 35 (Trattamento previdenziale del personale regionale).
3. Ai fini di previdenza e quiescenza, il personale è iscritto, fin dalla data di inizio del rapporto di lavoro presso l'Azienda, all'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP) e precisamente alla gestione autonoma ex CPDEL, per quanto riguarda il trattamento di pensione, ed alla gestione autonoma ex INADEL, per l'indennità di fine servizio.
4. Previa intesa, ciascuna delle Aziende per l'assunzione del personale può utilizzare le graduatorie dei concorsi che siano stati banditi da una delle altre Aziende, dagli enti locali ovvero dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 54, comma 9, della legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione del personale).
Art. 12 - Orientamento
1. La Regione garantisce ai cittadini di ogni età il diritto all'orientamento per la conoscenza delle opportunità finalizzate alla costruzione di percorsi individuali in ambito educativo e scolastico, formativo e professionale, tenendo conto delle capacità e delle aspirazioni individuali per il pieno sviluppo della persona umana e in relazione ai cambiamenti sociali.
2. Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il concorso dei soggetti pubblici e privati che attuano le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, della formazione e del lavoro, anche attraverso l'alternanza tra i sistemi, in raccordo con la rete dei servizi per l'impiego.
Art. 13 - Obbligo formativo
1. Al fine di dare attuazione alle attività relative all'assolvimento dell'obbligo formativo nel sistema di istruzione scolastica, nel sistema della formazione professionale e nell'esercizio dell'apprendistato e della libera scelta nella costruzione di percorsi professionali, la Regione promuove e sostiene l'offerta qualitativamente e quantitativamente adeguata di percorsi formativi rivolti sia all'ambito della formazione professionale e dell'apprendistato a completamento dei percorsi nell'ambito dell'istruzione, sia al rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo di studio. La Regione favorisce, altresì, tutte le opportunità di integrazione e di personalizzazione che si rendano necessarie al fine di garantire il diritto al successo formativo previsto dalla legge.
2. I servizi di accoglienza dei giovani in obbligo formativo e verifica dei percorsi formativi integrati e personalizzati sono svolti dai centri per l'impiego.
3. La Regione favorisce lo svolgimento dei percorsi integrati di cui al comma 1, sulla base di specifiche intese con l'amministrazione scolastica e nell'ambito della definizione del sistema generale dei crediti formativi e di istruzione al fine anche di predeterminare, in sede di progetto del percorso formativo individualizzato, specifiche modalità di rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo distudio.
4. Il progetto del percorso formativo individualizzato contiene l'indicazione delle procedure di accertamento delle competenze per il conseguimento della qualifica finale. Tali procedure sono determinate secondo le modalità stabilite nel regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, lettera c), per la conclusione degli interventi relativi all'obbligo formativo.
Art. 14 - Formazione post-obbligo e superiore
1. La Regione articola la propria offerta formativa mediante i seguenti interventi:
a) formazione di supporto all'inserimento e al reinserimento lavorativo;
b) corsi di istruzione e formazione tecnica superiore a carattere post-secondario;
c) formazione professionalizzante all'interno di corsi di laurea universitari;
d) percorsi di formazione post-universitaria rivolti a giovani e adulti, occupati e non occupati.
2. La Regione interviene a sostegno della domanda individuale di formazione post-obbligo e superiore con misure anche di carattere finanziario.
Art. 15 - Formazione continua
1. Al fine di assicurare il diritto all'apprendimento per tutto l'arco della vita, la Regione sostiene lo sviluppo delle competenze generali e tecnico-professionali dei soggetti occupati, promuovendo gli interventi volti all'adeguamento delle competenze, alla qualificazione e specializzazione professionale, al perfezionamento e alla riqualificazione professionale, anche imprenditoriale, e sostenendo la formazione continua e ricorrente, nonché quella conseguente alla riconversione di attività produttive. In tale ambito, gli interventi debbono considerare l'insieme delle misure di formazione continua, di provenienza pubblica o privata.
Art. 16 – Formazione professionale (26)
1. Il sistema regionale della formazione professionale ha le seguenti finalità:
a) assicurare standard di qualità dell'offerta formativa mediante l'innovazione dei profili e delle competenze degli operatori della formazione, lo sviluppo e l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta;
b) ridurre il dislivello qualitativo e quantitativo fra la domanda e l'offerta di lavoro;
c) promuovere la formazione professionale in quanto servizio di interesse generale volto a rendere effettivo il diritto al lavoro ed alla sua libera scelta, favorendo la crescita della cultura professionale;
d) assicurare attività di qualificazione, riqualificazione, specializzazione e riconversione professionale.
Art. 17 - Modalità di attuazione degli interventi di formazione professionale
1. Le attività di formazione professionale sono svolte secondo una delle seguenti modalità:
a) mediante convenzione o contratto (27) con organismi con finalità di formazione, nei casi in cui l'attività formativa sia finanziata, anche parzialmente, con contributi pubblici e sia conforme agli standard qualitativi di cui all' articolo 32 , comma 4, lettera b);
b) mediante riconoscimento dell'attività formativa svolta da organismi con finalità di formazione, nei casi in cui essa non usufruisca di alcun finanziamento pubblico e sia conforme agli standard qualitativi di cui all'articolo 32 , comma 4, lettera b);
c) mediante autorizzazione ad enti ed imprese che, con il contributo finanziario pubblico, anche parziale, svolgono attività di formazione continua rivolta al personale di appartenenza o finalizzata all'inserimento lavorativo nella propria organizzazione aziendale, sulla base di accordi sindacali.
2. La Regione interviene a sostegno della domanda individuale di formazione professionale con misure anche di carattere finanziario.
3. Le attività di formazione professionale svolte secondo modalità non ricomprese nel comma 1, non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge.
4. Le attività di cui al comma 1, lettere a) e b), sono attuate da organismi con finalità di formazione che siano stati accreditati dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 32 , comma 4, lettera b), aventi o meno scopo di lucro, ivi compresi gli istituti scolastici e le Università.5. I beni acquisiti o prodotti nell'ambito delle attività svolte mediante la convenzione (28) di cui al comma 1, lettera a), entrano a far parte, secondo le rispettive competenze, del patrimonio disponibile della Regione o delle Province.
6. Gli interventi formativi di cui al comma 1, lettere a) e b), si concludono con la certificazione dell'avvenuta frequenza ovvero con un esame di idoneità il cui esito positivo costituisce presupposto per l'attestazione dell'avvenuto conseguimento della qualifica o specializzazione professionale.
Art. 18 - Accertamento del reddito per l'accesso alle prestazioni
1. L'accesso alle prestazioni per cui rilevano le condizioni economiche dei destinatari è subordinato all'accertamento del reddito effettuato secondo gli indicatori della situazione economica equivalente di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell' articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ), e successive modifiche.
Art. 18 bis - Obiettivi della formazione nell'apprendistato (9)
1. La Regione riconosce i seguenti obiettivi qualificanti la formazione nell'apprendistato:
a) Valorizzare e certificare dei contenuti formativi dei contratti di apprendistato;
b) certificare le competenze in correlazione alla definizione dei profili formativi;
c) individuare gli standard di riferimento per la definizione delle competenze dei tutori;
d) individuare i criteri e i requisiti di riferimento per la capacità formativa delle imprese;
e) garantire la formazione a tutti gli apprendisti.
Art. 18 ter - Disciplina dell'apprendistato (10)
1. La Regione, con il regolamento di cui all' articolo 32 , sentita la Commissione regionale permanente tripartita, di cui all' articolo 23 , disciplina i profili formativi, le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna per l'apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione, per l'apprendistato professionalizzante e per l'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.
Capo II - IL SISTEMA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LE POLITICHE DEL LAVORO
Art. 19 - Finalità
1. Al fine di rendere effettivo il diritto al lavoro, la Regione definisce le strategie e individua le proprie politiche in linea con gli orientamenti in materia di occupazione definiti dall'Unione europea.
2. La Regione promuove il diritto e l'accesso al lavoro delle persone disabili favorendo, attraverso il collocamento mirato, l'incontro tra le esigenze dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori disabili.
Art. 20 - Il sistema regionale per l'impiego  
1. Il sistema regionale per l'impiego è costituito dalla rete delle strutture organizzate ai sensi del presente capo per il conseguimento delle finalità di cui all' articolo 19 e per la gestione dei relativi servizi.  
2. Sono definiti servizi per l'impiego tutte quelle attività di informazione, orientamento, consulenza, aiuto, anche di ordine finanziario, resi dal sistema regionale per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, l'accesso alla formazione, la promozione della imprenditorialità e le iniziative volte allo sviluppo dell'occupazione.
3. Fanno parte del sistema regionale per l'impiego i centri per l'impiego costituiti dalle Province ai sensi dell' articolo 22 4.
La Regione promuove e favorisce il raccordo del sistema regionale per l'impiego, anche tramite convenzioni e misure finanziarie, con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi dell'articolo 20 ter, secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (11)
Art. 20 bis - Istituzione dell'albo regionale delle agenzie per il lavoro (12)
1. E' istituito l'albo regionale delle agenzie per il lavoro che operano nel territorio della Regione.2. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina l'articolazione e la tenuta dell'albo, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'autorizzazione con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'autorizzazione.
3. L'iscrizione delle agenzie all'albo regionale è subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti giuridici e finanziari previsti dagli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 ) come modificato dal d.lgs. 6 ottobre 2004, n. 251.
Art. 20 ter - Istituzione dell'elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro (13)
1. E' istituito l'elenco regionale dei soggetti pubblici e privati accreditati a svolgere servizi al lavoro nel territorio della Regione.
2. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina l'articolazione e la tenuta dell'elenco, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'accreditamento.
3. L'iscrizione nell'elenco dei soggetti accreditati costituisce condizione necessaria per poter svolgere i servizi al lavoro.
Art. 21 - Le politiche del lavoro
1. La Regione sviluppa e promuove politiche del lavoro per prevenire la disoccupazione, evitare la disoccupazione di lunga durata, agevolare l'inserimento lavorativo, favorendo la stabilità del lavoro (14) la mobilità professionale e le carriere individuali, sostenere il reinserimento nella vita professionale, in particolare di gruppi svantaggiati a rischio di esclusione sociale.
2. Per il conseguimento del fine di cui al comma 1, la Regione:
a) sostiene azioni positive per le pari opportunità finalizzate all'occupazione femminile;
b) promuove la diffusione della cultura di impresa, con particolare riferimento alla cultura cooperativa, e promuove l'imprenditoria giovanile e femminile favorendo l'avvio di nuove imprese con interventi di agevolazione e di sostegno alla loro creazione anche in forma cooperativa;
c) sostiene politiche contro l'esclusione sociale, al fine di favorire l'inserimento dei disabili e delle categorie svantaggiate;
d) promuove l'inserimento e il reinserimento dei disoccupati di lunga durata.
d bis) promuove la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, anche con incentivi per l'occupazione. (15)
d ter) interviene finanziariamente al fine di assicurare la continuità delle erogazioni ai lavoratori posti in cassa integrazione guadagni straordinaria. (22)
2 bis. La Regione valorizza la bilateralità fra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori come libera forma di collaborazione tra le parti. (16)
Art. 21 bis - Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili. (17)
1. Le agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro possono operare ai sensi dell' articolo 13 del d.lgs. 276/2003 , a condizione che stipulino una convenzione con la provincia interessata.
2. Al fine di favorire l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei lavoratori disabili, secondo le modalità stabilite dall' articolo 14 del d.lgs. 276/2003 , la provincia stipula una convenzione con le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative a livello territoriale e con le associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela delle cooperative di cui all' articolo 3 comma 4, lettera b) della legge regionale 24 novembre 1997, n. 87 (Disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell'ambito regionale).
3. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati e dei disabili e i requisiti soggettivi e oggettivi per la stipula delle convenzioni di cui ai commi 1 e 2.
Art. 22 - Il sistema provinciale per l'impiego
1. Le Province, sulla base dei criteri stabiliti dalla Regione, al fine di assicurare l'integrazione dei servizi secondo la programmazione regionale, istituiscono il sistema provinciale integrato dei servizi all'impiego dicui fanno parte i centri per l'impiego.
2. Le province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell'articolo 20 ter , secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (18)
3. Le Province hanno il compito di gestire attraverso il sistema provinciale per l'impiego, di cui fanno parte i centri per l'impiego:
a) i servizi connessi alle funzioni e ai compiti relativi al collocamento, e all'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro;
b) i servizi connessi ai compiti di gestione in materia di politiche attive del lavoro;
c) gli interventi di prevenzione della disoccupazione;
d) le attività di orientamento di cui all' articolo 12 e le attività relative all'obbligo formativo di cui all' articolo 13
4. Al fine di garantire omogeneità nell'erogazione dei servizi nel territorio regionale, con il regolamento di cui all' articolo 32 , comma 5, sono stabiliti le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni.
Art. 22 bis - Regolamento regionale in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro (1)
1. Con regolamento regionale, al fine di garantire l'uniformità e la semplificazione delle modalità di incontro fra domanda e offerta di lavoro nel sistema regionale dei servizi per l'impiego, sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, sono definiti in particolare:
a) l'attuazione e le modalità di gestione dell'elenco anagrafico e della scheda professionale;
b) i criteri e le procedure per l'accertamento dello stato di disoccupazione;
c) gli indirizzi operativi per la verifica della conservazione, della perdita e della sospensione dello stato di disoccupazione;
d) le modalità di assunzione dei lavoratori e gli obblighi di comunicazione a carico dei datori di lavoro.
Art. 22 ter - Avviamento a selezione nella pubblica amministrazione (2)
1. Le pubbliche amministrazioni, come individuate dall' articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), escluse (29) le sedi centrali e gli uffici periferici di amministrazioni ed enti pubblici a carattere nazionale o pluriregionale presenti sul territorio regionale, reclutano il personale per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi g li eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità, mediante propria selezione dei soggetti, iscritti nell'elenco anagrafico ai sensi della normativa vigente, che abbiano la professionalità eventualmente richiesta ed i requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
2. Le pubbliche amministrazioni, di cui al comma 1 possono, ove non procedano autonomamente, fare richiesta di avviamento a selezione ai servizi per l'impiego territorialmente competenti secondo l'ubicazione della sede di lavoro.
3. Il regolamento di cui all' articolo 22 bis definisce:
a) Il contenuto e le modalità di pubblicizzazione dell'avviso di selezione, le modalità di svolgimento della prova selettiva di idoneità e di assunzione agli impieghi;
b) Le modalità per la formazione della graduatoria e per l'ordine di precedenza per la convocazione alle prove selettive secondo i criteri del carico di famiglia, del reddito e dello stato di disoccupazione; la durata di validità della graduatoria e i motivi di decadenza dalla stessa.
Art. 23 - Commissione regionale permanente tripartita
1. Al fine di assicurare il concorso delle parti sociali alla determinazione delle politiche del lavoro e alla definizione delle relative scelte programmatiche e di indirizzo della Regione, è costituita una Commissione regionale permanente tripartita.
2. La Commissione di cui al comma 1 svolge compiti di progettazione, proposta in tema di orientamento, formazione, mediazione di manodopera e politiche del lavoro, limitatamente alle funzioni di competenza regionale, nonché di valutazione e verifica dei risultati rispetto alle linee programmatiche e agli indirizzi elaborati dalla Regione.3. La Commissione di cui al comma 1 formula, altresì, proposte sui criteri e sulle modalità per la definizione delle convenzioni tra sistema pubblico e soggetti pubblici e privati finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.
4. La procedura per la nomina della Commissione di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica della stessa sono definite dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 5. Fanno parte della Commissione, oltre alla rappresentanza istituzionale della Regione, i rappresentanti delle parti sociali più rappresentative a livello regionale, nel rispetto della pariteticità delle posizioni delle parti sociali stesse, il consigliere di parità nominato ai sensi del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196 (Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive, a norma dell' articolo 47 della L. 17 maggio 1999, n. 144 ) nonché, per la trattazione di argomenti relativi all'attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) o comunque afferenti al collocamento dei disabili, i rappresentanti delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale.
5. Il funzionamento della Commissione di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dalla Commissione stessa.
Art. 24 - Comitato di coordinamento istituzionale
1. Al fine di assicurare l'efficace coordinamento delle funzioni istituzionali ai diversi livelli del sistema regionale per l'impiego e l'effettiva integrazione sul territorio tra i servizi all'impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, è istituito un Comitato di coordinamento istituzionale.
2. Il Comitato di cui al comma 1 esprime valutazioni in merito alla qualità dei servizi resi e alla efficacia del sistema regionale per l'impiego, con particolare riguardo alla realizzazione dell'integrazione dei servizi.
3. Il Comitato di cui al comma 1 formula proposte sulla qualità e sulla gestione dei servizi e sui contenuti generali delle convenzioni da attivare con enti e soggetti privati, ivi compresi quelli di emanazione delle parti sociali, finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.
4. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32 , comma 5. La composizione deve assicurare la presenza di rappresentanti istituzionali della Regione, delle Province e degli altri enti locali.
5. Il funzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dal Comitato stesso.
Art. 25 - Commissione provinciale tripartita e Comitato tecnico provinciale per il collocamento dei disabili
1. Per lo svolgimento delle funzioni attribuite in materia di lavoro, le Province provvedono alla istituzione della Commissione provinciale tripartita per le politiche del lavoro quale organo permanente di concertazione con le parti sociali, in particolare in materia di programmazione provinciale delle politiche del lavoro e della formazione professionale e di gestione dei servizi per l'impiego e dei centri per l'impiego.
2. La Provincia garantisce all'interno della Commissione di cui al comma 1 la presenza di rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, designati dalle organizzazioni più rappresentative, e del consigliere provinciale di parità.
3. La Provincia garantisce, per la trattazione di argomenti relativi al diritto al lavoro dei disabili, l'integrazione della Commissione di cui al comma 1 con i rappresentanti designati dalle categorie interessate.
4. La Provincia istituisce un Comitato tecnico con compiti relativi alla valutazione delle residue capacità lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilità.
5. Il Comitato tecnico è composto dal medico legale e dall'esperto in servizi sociali, componenti della commissione medica operante presso l'Azienda unità sanitaria locale incaricata di effettuare gli accertamenti dello stato invalidante, nonché da un funzionario della Provincia.
Art. 26 - Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili
1. E' istituito il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, finalizzato al sostegno delle iniziative di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
2. La Giunta regionale, sulla base dei criteri contenuti nel Piano di indirizzo generale integrato di cui all'articolo 31, stabilisce le modalità di gestione del Fondo e, valutate le proposte del Comitato regionale per il Fondo di cui all' articolo 27, approva il piano di ripartizione delle risorse e verifica i risultati dell'attività.
Art. 27 - Comitato regionale per il Fondo per l'occupazione dei disabili
1. E' istituito il Comitato regionale per il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, che propone alla Giunta regionale la destinazione delle risorse che costituiscono il Fondo e le modalità di verifica dei risultati.
2. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32, comma 5. La composizione deve assicurare la presenza della rappresentanza istituzionale della Regione e della rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei disabili.
3. Il funzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dalla Comitato stesso.
Titolo III - PROGRAMMAZIONE ED ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE
Art. 28 - Funzioni e compiti della Regione
1. La Regione svolge le funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e attuazione di politiche di intervento che attengono ad esigenze di carattere unitario su base regionale ed esprime i motivati pareri previsti dalle leggi vigenti.
2. La Regione esercita funzioni di impulso e regolazione nei confronti del sistema allargato dell'offerta integrata tra istruzione, educazione, formazione; la Regione, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, ne definisce gli ambiti territoriali di riferimento, i requisiti di accesso, gli standard qualitativi, le linee gu ida di valutazione e di certificazione degli esiti e dei risultati; con riferimento al sistema di istruzione, la Regione definisce, altresì, gli indirizzi per la programmazione della rete scolastica e il calendario scolastico.
3. Nell'ambito del sistema informativo regionale, la Regione sviluppa appositi sotto-sistemi informativi concernenti i settori disciplinati dalla presente legge.
3 bis. Tutti i dati diretti alla borsa continua nazionale del lavoro di cui all' articolo 15 del d.lgs. 276/2003 confluiscono nel sistema informativo regionale. La Regione provvede alla interconnessione del sistema regionale con la borsa continua nazionale del lavoro. (19)
4. Nei settori disciplinati dalla presente legge, la Regione si riserva la possibilità di promuovere, finanziare e gestire interventi di carattere prototipale o di interesse e di livello regionali, nonché di sviluppare tutte le iniziative di studio, ricerca ed informazione necessarie per l'esercizio delle proprie competenze. Tali interventi sono svolti anche tramite intese con gli organi dell'amministrazione dello Stato, con le Province e con i Comuni.
Art. 29 - Funzioni e compiti delle Province
1. Le Province sono titolari delle funzioni in materia di orientamento e formazione professionale.
2. Le Province sono titolari delle funzioni di programmazione e coordinamento intermedio per le iniziative concernenti il diritto allo studio scolastico e per le azioni di sviluppo del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, nonché del sistema di istruzione con particolare riferimento alla formulazione dei piani provinciali di organizzazione della rete scolastica.
3. Le funzioni relative all'obbligo formativo di cui all' articolo13 sono attribuite alle Province che le esercitano tramite l'attività dei centri per l'impiego.
4. Alle Province sono attribuite tutte le funzioni in materia di mercato del lavoro e di politiche del lavoro non espressamente riservate con la presente legge alla Regione.
5. Le Province garantiscono l'integrazione delle funzioni in materia di politiche del lavoro e di collocamento con quelle relative alla formazione professionale e all'istruzione.
6. Le Province contribuiscono all'integrazione delle funzioni di cui al comma 4 con gli strumenti di programmazione dello sviluppo economico e territoriale, e concorrono alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale.7. Le funzioni ed i compiti attribuiti dal presente articolo alle Province possono essere attribuiti dalle stesse ai circondari, istituiti ai sensi della legge regionale 19 luglio 1995, n. 77 (Sistema delle autonomie in Toscana: poteri amministrativi e norme generali di funzionamento) e della legge regionale 29 maggio 1997, n. 38 (Istituzione del circondario dell'Empolese Val D'Elsa quale circoscrizione di decentramento amministrativo), che li esercitano, in tal caso, con le modalità previste dalla presente legge.
Art. 30 - Funzioni e compiti dei Comuni
1. I Comuni sono titolari delle funzioni in materia di servizi educativi per la prima infanzia, educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, in materia di destinazione ed erogazione di contributi alle scuole non statali e di provvidenze del diritto allo studio scolastico, unitamente alla gestione dei relativi servizi scolastici.
Art. 31 - Piano di indirizzo generale integrato
1. Le politiche di intervento di cui alla presente legge assumono come riferimento strategico le linee emergenti nella programmazione di lungo periodo effettuata dal programma regionale di sviluppo (PRS) e quelle di aggiornamento annuale di cui al documento di programmazione economica e finanziaria, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 11 agosto 1999, n. 49 (Norme in materia di programmazione regionale).
2. Le politiche di intervento si conformano ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza rivolti al sistema delle autonomie locali, espressi dall' articolo 118, primo comma, della Costituzione , ed al principio di sussidiarietà rivolto all'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, espresso dall' articolo 118, quarto comma, della Costituzione.
3. La programmazione generale degli interventi integrati e intersettoriali viene espressa attraverso un Piano di indirizzo generale integrato a durata     quinquennale, in raccordo temporale con il PRS, salvo diversi vincoli temporali di derivazione comunitaria, approvato dal Consiglio regionale. Eventuali aggiornamenti annuali del Piano sono approvati con deliberazione del Consiglio regionale.
4. Il Piano di indirizzo generale integrato definisce:
a) gli obiettivi, le priorità degli interventi e gli ambiti territoriali di riferimento;
b) le tipologie, i contenuti ed i destinatari degli interventi;
c) le strategie e le politiche di intervento;
d) le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito;
e) i criteri per la contribuzione finanziaria dei destinatari degli interventi;
f) le entità dei benefici;
g) le procedure di individuazione dei soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione operativa degli interventi e le indicazioni generali di raccordo operativo con gli stessi;
h) l'individuazione delle misure finanziarie di sostegno ai soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione operativa degli interventi ed i criteri per la loro ripartizione fra gli stessi;
i) gli strumenti di valutazione, i critei e le modalità per le verifiche di efficienza ed efficacia del sistema;
j) la definizione degli indicatori per il monitoraggio degli interventi;
k) le indicazioni relative alla tipologia dei flussi informativi;
l) le eventuali ulteriori direttive.
5. Il processo di formazione del Piano di indirizzo generale integrato è informato al principio del concorso istituzionale e della partecipazione sociale ai sensi dell' articolo 15 della l.r. 49/1999.
6. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale, entro il 30 giugno di ogni anno, il rapporto sullo stato di avanzamento del Piano di indirizzo generale integrato circa le attività svolte e i risultati conseguiti, al fine di assicurare lo svolgimento delle funzioni di verifica e di controllo.
Titolo IV - DISPOSIZIONI FINALI
Art. 32 - Regolamento di esecuzione
1. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione, (7) sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggettiistituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell' articolo 117, sesto comma, della Costituzione , all'emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizz azione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.
2. Il regolamento regionale definisce le norme che attengono:
a) alla classificazione dei presìdi ed ai loro requisiti tecnico strutturali, relativamente agli standard riguardanti la localizzazione dei servizi, le caratteristiche funzionali generali, gli spazi per gli utenti, la ricettività, il dimensionamento;
b) ai requisiti generali che assicurano i livelli di qualità delle prestazioni, riguardanti la configurazione funzionale dei sistemi, le metodologie ed i moduli operativi, il rapporto operatori/utenti, gli standard di base per l'erogazione dei servizi, la qualificazione degli operatori;
c) alla regolazione ed al controllo del sistema al regime di accreditamento, al regime di autorizzazione, al sistema di accertamento delle competenze e di rilascio delle relative attestazioni formali, al sistema generale dei crediti formativi e di istruzione, al sistema di rendicontazione degli interventi, al sistema di vigilanza ed ai conseguenti interventi.
3. I l regolamento regionale definisce, relativamente al diritto allo studio universitario:
a) le Aziende competenti ad effettuare gli interventi presso le sedi di decentramento universitario e le sedi di Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale;
b) le modalità di funzionamento e le competenze degli organi delle Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, nonché i criteri di organizzazione e di funzionamento delle Aziende stesse, ivi comprese le modalità e le forme per il controllo degli utenti sulla qualità dei servizi e delle attività sulla base della carte dei servizi.
4. Relativamente alle attività di formazione professionale, il regolamento regionale definisce, in particolare:
a) le norme di gestione e rendicontazione degli interventi formativi che fruiscono di contributi pubblici;
b) gli standard di qualità dell'offerta formativa attraverso la disciplina:
1. dell'accreditamento, del monitoraggio e della verifica dell'offerta formativa;
2. della certificazione dei percorsi e delle competenze conseguite dall'utenza;
3. dei profili e delle competenze degli operatori della formazione;
4. del potenziamento dei sistemi informativi e telematici per la gestione del sistema;
5. della semplificazione delle procedure di programmazione e gestione;
6. dello sviluppo e l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta.
5. Relativamente al sistema regionale per l'impiego ed alle politiche del lavoro, il regolamento regionale disciplina:
a) le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni;
b) la procedura per la nomina, la composizione e la durata in carica della Commissione regionale permanente tripartita di cui all' articolo 23, del Comitato di coordinamento istituzionale di cui all' articolo 24 e del Comitato regionale per il fondo per l'occupazione dei disabili di cui all' articolo 27;  
c) i criteri per l'individuazione delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale;
d) le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 21 bis , comma 2, con particolare riferimento al valore minimo del coefficiente di calcolo che può essere adottato dalle stesse;
e) i criteri e le procedure per la stipula delle convenzioni, di cui all' articolo 21 bis, comma 1, con particolare riferimento agli standard minimi degli interventi formativi che devono essere erogati ed ai requisiti professionali dei tutori aziendali;
f) i requisiti, le procedure ed i criteri per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati che intendono svolgere servizi al lavoro, con particolare riferimento alle capacità gestionali e logistiche, alle competenze professionali, alla situazione economica, alle esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento;g) l'articolazione e la tenuta dell'elenco dei soggetti pubblici e privati accreditati, i requisiti per l'iscrizione, la durata, la sospensione e la revoca dell'accreditamento, gli strumenti di misurazione dell'efficacia ed efficienza dei servizi erogati e le misure di raccordo con il sistema formativo;
h) le modalità per la concessione a soggetti pubblici e privati dell'autorizzazione a svolgere nel territorio regionale l'attività di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione del personale. (20)
5 bis. Il regolamento regionale disciplina i profili formativi e le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna del contratto di apprendistato. (21)
Art. 33 - Decorrenza e abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all' articolo 32 , sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi:
a) legge regionale 19 giugno 1981, n. 53 (Interventi per il diritto allo studio);
b) legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 (Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale);
c) legge regionale 23 giugno 1993, n. 41 (Modifica della legge regionale n. 53 del 1981 : Interventi per il diritto allo studio);
d) legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 (Nuova disciplina in materia di formazione professionale);
e) legge regionale 25 gennaio 1996, n. 6 (Disciplina transitoria della promozione e gestione degli interventi di educazione permanente);
f) legge regionale 31 luglio 1996, n. 61 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale". Modifica);
g) legge regionale 29 ottobre 1997, n. 78 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale" e legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 "Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale". Modifiche);
h) legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 (Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego);
i) articolo 14 della legge regionale 26 ottobre 1998, n. 74 (Norme per la formazione degli operatori del Servizio sanitario);
j) articoli da 16 a 32 della legge regionale 26 novembre 1998, n. 85 (Attribuzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di tutela della salute, servizi sociali, istruzione scolastica, formazione professionale, beni e attività culturali e spettacolo, conferiti alla Regione dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 );
k) legge regionale 14 aprile 1999, n. 22 (Interventi educativi per l'infanzia e gli adolescenti);
l) legge regionale 28 gennaio 2000, n. 7 (Disciplina del diritto allo studio universitario);
m) legge regionale 3 febbraio 2000, n. 12 ( Legge regionale 52/1998 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Modifiche ed integrazioni);
n) articolo 11 della legge regionale 26 gennaio 2001, n. 3 (Disposizioni per il finanziamento di provvedimenti di spesa per il periodo 2001-2003);
o) legge regionale 4 luglio 2001, n. 29 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Soppressione dell'Ente Toscana Lavoro);
p) legge regionale 14 novembre 2001, n. 56 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego");
q) legge regionale 21 dicembre 2001, n. 62 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego").
2. Gli interventi che fanno riferimento a leggi regionali abrogate dalla presente legge si attuano, ove compatibili, secondo le modalità in essa previste.
3. Sono fatte salve tutte le obbligazioni assunte sulla base delle norme abrogate.
Art. 34 - Disposizione finale in materia di formazione professionale 1. L'esercizio diretto da parte delle Province degli interventi di formazione professionale è consentito fino al 31 dicembre 2002.
Art. 35 - Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge viene fatto fronte, a partire dall'esercizio 2003, con gli stanziamenti stabiliti ogni anno con legge di bilancio nelle apposite unità previsionali di base (UPB) di cui al bilancio pluriennale di previsione 2002-2004:- 611 (Sistema formativo professionale - spese correnti);
- 612 (Lavoro - spese correnti);
- 613 (Sistema dell'educazione e dell'istruzione - spese correnti);
- 614 (Sistema dell'educazione e dell'istruzione - spese di investimento);
- 615 (Attuazione programma fondo sociale europeo - spese correnti);
- 616 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese correnti);
- 617 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese di investimento);
- 618 (Sistema formativo professionale - spese di investimento).
Note
1. Articolo prima inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42 , art.1 e ora così sostituito con l.r. 24 dicembre 2003, n. 65 , art.1.
2. Articolo inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42 , art.2.
3. Comma sostituito con l.r. 29 settembre 2003, n. 53 , art. 1.
4. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 1.
5. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 2.
6. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art.3.
7. Parole così sostituite con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 4.
8. Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 1.
9. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 2.
10. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 3.
11. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 4.
12. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 5.
13. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 6.
14. Parole inserite con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
15. Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
16. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
17. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 8.
18. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 9.
19. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 10.
20. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 11.
21. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 11
22. Lettera inserita con l.r. 28 luglio 2006, n. 37 , art. 2.
23. Comma così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
24. Comma inserito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
25. Parole soppresse con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
26. Articolo così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 35.27. Parole aggiunte con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
28. Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
29. Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 37.
Legge Regionale 26 luglio 2002, n. 32
Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro.
Bollettino Ufficiale n. 23 , parte prima, del 05.08.2002
Titolo I - PRINCIPI GENERALI
Art. 01 - Oggetto e obiettivi delle politiche di intervento
1. La presente legge disciplina gli interventi che la Regione Toscana promuove per lo sviluppo dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento, della formazione professionale e dell'occupazione, al fine di costruire un sistema regionale integrato che garantisca, in coerenza con le strategie dell'Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane, la piena realizzazione della libertà individuale e dell'integrazione sociale, nonché il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita quale fondamento necessario per il diritto allo studio e il diritto al lavoro.
2. Gli interventi di cui al comma 1 concorrono ad assicurare lo sviluppo dell'identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.
3. Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall' articolo 118 della Costituzione, determina l'allocazione delle funzioni amministrative al livello di governo più vicino ai cittadini e favorisce l'integrazione di apporti funzionali di soggetti privati.
4. Gli interventi della Regione si ispirano ai seguenti obiettivi:
a) assicurare la diffusione territoriale, la qualificazione e il costante miglioramento dell'offerta di attività e di servizi;
b) favorire la possibilità di apprendere e sviluppare le conoscenze degli individui lungo l'intero arco della vita, garantendo l'esercizio della libertà di scelta nella costruzione di percorsi lavorativi, professionali e imprenditoriali al fine di incrementare la capacità di inserimento e qualificare la permanenza nel mondo del lavoro;
c) sostenere lo sviluppo qualitativo dell'offerta di istruzione, pubblica e paritaria, contribuendo a rendere effettivo il diritto all'apprendimento per tutti, anche attraverso la flessibilità dei percorsi;
d) sviluppare e promuovere le politiche del lavoro al fine di favorire l'incontro fra la domanda e l'offerta;
e) prevenire la disoccupazione incentivando intese e accordi tra soggetti pubblici e privati per la realizzazione di iniziative locali;
f) favorire azioni di pari opportunità volte a migliorare l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro con interventi specifici per sostenere l'occupazione femminile, ad eliminare la disparità nell'accesso al lavoro, favorendo i percorsi di carriera, e a conciliare la vita familiare con quella professionale;
g) promuovere l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro delle persone esposte al rischio di esclusione sociale attraverso percorsi di sostegno e accesso alle misure di politica del lavoro;
h) sviluppare le azioni volte a garantire ai disabili il pieno accesso agli interventi previsti dalla presente legge;
i) promuovere l'innovazione, sviluppando con le parti sociali i necessari accordi, al fine di raggiungere elevati livelli di sicurezza e qualità del lavoro, come fondamento necessario per la competizione qualitativa e l'incremento della produttività.
i bis) promuovere il rafforzamento delle politiche di sostegno alla continuità lavorativa al fine di favorire condizioni lavorative stabili; (8)
i ter) promuovere azioni di pari opportunità e qualità delle condizioni lavorative dei cittadini immigrati. (8)
Titolo II - LE POLITICHE DI INTERVENTO
Capo I - LE POLITICHE INTEGRATE DELL'EDUCAZIONE, DELL'ISTRUZIONE, DELL'ORIENTAMENTO E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Art. 02 - Interventi di attuazione delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale
1. Le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale si attuano attraverso interventi diretti e indiretti. Per interventi diretti si intendono azioni di sostegno, anche di tipo finanziario, in risposta a bisogni riferibili alla domanda individuale; per nterventi indiretti si intendono azioni di consolidamento e sviluppo dei sistemi dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e dell'orientamento, finalizzate ad assicurare l'accessibilità e il miglioramento sia dell'offerta formativa che dei servizi ad essa connessi, nonché azioni di indirizzo, coordinamento, regolazione, qualificazione, monitoraggio e valutazione dei sistemi stessi, nelle loro articolazioni pubbliche e private.
2. L'insieme organico degli interventi delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale, attuati ai sensi e per i fini della presente legge, è volto alla progressiva costruzione di un sistema integrato regionale per il diritto all'apprendimento.
Art. 03 - Finalità degli interventi educativi per la prima infanzia 1. La Regione promuove e coordina interventi educativi unitari rivolti all'infanzia, tesi alla piena e completa realizzazione dei diritti della persona e informati ai principi del pieno e inviolabile rispetto della libertà e della dignità personale, della solidarietà, dell'eguaglianza di opportunità, della valorizzazione della differenza di genere, dell'integrazione delle diverse culture, garantendo il benessere psicofisico e lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali.
2. La Regione, nel promuovere la realizzazione di servizi efficaci in relazione ai bisogni emergenti nel proprio territorio, si ispira alle seguenti finalità:
a) innovazione e sperimentazione;
b) continuità educativa;
c) massima diffusione territoriale degli interventi e raggiungimento della più ampia utenza;
d) diversificazione delle offerte e flessibilità dell'organizzazione;
e) omogenea qualità dell'offerta;
f) risposte personalizzate alla molteplicità dei bisogni;
g) organizzazione degli interventi per garantire le pari opportunità e conciliare la vita professionale dei
genitori con quella familiare;
h) ottimizzazione dell'uso delle risorse, in relazione alla qualità e all'economicità;
i) tutela dei diritti all'educazione dei disabili.
Art. 04 - Tipologie degli interventi e servizi educativi per la prima infanzia
1. Gli interventi per la realizzazione delle finalità di cui all' articolo 3 sono rivolti ai bambini in età compresa da tre mesi a tre anni e consistono in:
a) nido di infanzia, quale servizio educativo e sociale per la prima infanzia, aperto a tutti i bambini senza alcuna discriminazione, che concorre con le famiglie alla crescita, cura, formazione e socializzazione dei bambini, assicurando la realizzazione di programmi educativi, il gioco, i pasti e il riposo pomeridiano;
b) servizi integrativi che hanno l'obiettivo di ampliare l'azione dei nidi di infanzia, garantendo risposte flessibili e differenziate alle esigenze delle famiglie e dei bambini, che possono comprendere servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale, anche per fruizioni temporanee o saltuarie nella giornata, rivolte ai soli bambini o ai bambini con i loro genitori o adulti accompagnatori, e servizi educativi e di cura presso il domicilio della famiglia o dell'educatore.
2. I nidi di infanzia ed i servizi di cui al comma 1, lettere a) e b), devono attenersi agli standard strutturali, qualitativi ed alle qualifiche professionali definiti dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2.
3. Il Comune è titolare delle funzioni amministrative in materia di servizi ed interventi educativi che gestisce in forma diretta, in associazione con uno o più o tutti i Comuni compresi nella zona socio-sanitaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 72 (Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari integrati), anche attraverso gli strumenti previsti dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
4. I Comuni, per l'erogazione dei servizi nell'ambito delle risorse programmate, possono convenzionarsi con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi del regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, ed ammettere gli interessati alla fruizione delle prestazioni e dei servizi di rete tramite appositi buoni-servizio, le cui modalità di attribuzione sono disciplinate da apposito regolamento comunale, da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2.5. I Comuni, con riferimento agli standard previsti dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, autorizzano soggetti privati ad istituire e gestire servizi di carattere educativo e concedono ai soggetti privati autorizzati che ne facciano richiesta, l'accreditamento.
6. L'esercizio dei servizi educativi per la prima infanzia privo dell'autorizzazione di cui al comma 5, comporta la cessazione del servizio ad iniziativa del Comune, con procedure definite dai regolamenti comunali.
Art. 05 - Educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti
1. Per educazione non formale si intende l'insieme di interventi educativi non finalizzati direttamente al rilascio di titoli di studio o di attestati professionali, ancorché valutabili secondo quanto stabilito nel sistema generale dei crediti formativi e di istruzione di cui all' articolo 32 , comma 2, lettera c).
2. La Regione promuove interventi di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti al fine di concorrere ad assicurare lo sviluppo dell'identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.
3. La Regione, per rendere effettivo il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, sviluppa, nell'ambito della programmazione dell'offerta formativa integrata, il progressivo raccordo delle iniziative educative non formali rivolte agli adulti presenti sul territorio regionale, in un insieme organico e qualificato di opportunità educative per la popolazione, basato su accordi ed intese di rete fra tutti i soggetti, pubblici e privati, promotori delle iniziative stesse.
4. Con il regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, sono definite le caratteristiche strutturali ed organizzative del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti.
Art. 06 - Interventi per lo sviluppo del sistema di istruzione
1. Nel rispetto delle norme generali sull'istruzione e dei principi fondamentali stabiliti con legge dello Stato, la Regione promuove sul proprio territorio un organico sviluppo, qualitativo e quantitativo, dell'istruzione scolastica.
2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite in particolare attraverso le seguenti funzioni:
a) la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale;
b) la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali di cui all' articolo 29 , comma 2, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);
c) la suddivisione, anche sulla base delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa;
d) la determinazione del calendario scolastico;
e) i contributi alle scuole non statali;
f) le iniziative e le attività di promozione relative alle funzioni di cui al presente elenco.
3. La Regione, al fine di raccordare organicamente le proprie competenze con quelle esercitate
dall'amministrazione statale e dagli enti locali nel campo dell'istruzione, sviluppa le azioni di cui al comma 2, osservando il metodo della concertazione interistituzionale e stipulando con i suddetti enti intese operative.
Art. 06 bis - Ambito funzionale e soggetti della programmazione della rete scolastica regionale (4)
1. Nell'ambito delle procedure programmatorie nonché dei criteri e modalità di distribuzione delle risorse umane e finanziarie disponibili stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32 , sono soggetti della programmazione:
a) le istituzioni scolastiche autonome;
b) i comuni delle zone socio-sanitarie;
c) le province;
d) la Regione.
Art. 06 ter - Conferenza zonale per l'istruzione (5)
1. La conferenza zonale per l'istruzione è formata da tutti i sindaci o assessori delegati di ciascuna zonasocio-sanitaria.
2. La conferenza zonale disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento.
3. La conferenza zonale è convocata per la prima volta dal sindaco o assessore delegato del comune della zona socio-sanitaria con maggior numero di abitanti; fino all'adozione del regolamento di cui al comma 2, la conferenza approva i propri atti con il voto favorevole dei sindaci o assessori delegati che rappresentano la metà più uno degli abitanti della zona.
4. Secondo quanto previsto dai rispettivi regolamenti, ciascuna conferenza garantisce la partecipazione delle province nonché modalità continuative di confronto con le rappresentanze espressive delle componenti delle istituzioni scolastiche autonome per tutto ciò che concerne lo sviluppo a livello locale del sistema di educazione e istruzione.
5. Le modalità continuative di confronto di cui al comma 4 assicurano il ruolo delle parti sociali con particolare riferimento alle organizzazioni sindacali di categoria per ciò che concerne le modalità di assegnazione e mobilità del personale.
Art. 06 quater - Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all'istruzione (6)
1. Al fine dell'attuazione della programmazione della rete scolastica, fino al completo trasferimento dallo Stato alla Regione delle risorse umane e finanziarie attinenti al settore dell'istruzione, la Giunta regionale promuove intese con il Ministero dell'istruzione, università e ricerca per definire:
a) le modalità per la determinazione e l'assegnazione da parte statale, in tempi certi, delle risorse umane e finanziarie destinate annualmente alla Regione per lo sviluppo della rete scolastica regionale;
b) le forme di collaborazione tra gli uffici dell'amministrazione regionale e gli uffici decentrati dell'amministrazione scolastica statale in ordine all'istruttoria per l'attuazione della programmazione regionale della rete scolastica e ai relativi adempimenti per l'assegnazione e la mobilità del personale;
c) le modalità di integrazione e di condivisione dei sistemi e dei flussi informativi.
2. Le intese di cui al comma 1 garantiscono la indefettibile continuità dell'azione amministrativa in tutte le fasi di attuazione della programmazione della rete scolastica.
Art. 07 - Finalità, destinatari e tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico
1. La Regione promuove servizi e interventi volti a rendere effettivo il diritto all'apprendimento e all'istruzione scolastica dei soggetti frequentanti le scuole statali, le scuole paritarie private e degli enti locali, dall'infanzia fino all'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo.
2. Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite attraverso:
a) il sostegno di tutti i servizi e le iniziative di supporto alla frequenza delle attività scolastiche;
b) l'erogazione di provvidenze economiche prioritariamente destinate ai soggetti appartenenti a famiglie in condizioni svantaggiate;
c) lo sviluppo di azioni di miglioramento della qualità dell'offerta di istruzione e formazione prioritariamente finalizzate alla riduzione dell'insuccesso e dell'abbandono scolastico.
3. Per la realizzazione delle finalità di cui al presente articolo, il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi, rivolti agli studenti, che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi e gli interventi attribuiti per concorso.
4. Il Piano di indirizzo generale integrato prevede, altresì:
a) le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito;
b) i criteri per la contribuzione finanziaria dei destinatari degli interventi rivolti agli studenti, che può essere differenziata in fasce connesse al reddito delle famiglie dei medesimi, fino ad essere eventualmente esclusa.
Art. 08 - Finalità e destinatari degli interventi per il diritto allo studio universitario
1. In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, la Regione interviene per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l'eguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.2. Gli interventi sono destinati agli studenti iscritti, per il conseguimento di un titolo di valore legale, ai corsi di studio delle Università degli studi e degli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, con sede in Toscana, tutti denominati in seguito, ai fini della presente legge, Università.
3. La Regione assicura il coordinamento dei propri interventi con quelli di competenza delle Università della Toscana.
Art. 09 - Tipologie degli interventi per il diritto allo studio universitario
1. Gli interventi attuati per le finalità di cui all' articolo 8 , comma 1, sono realizzati avendo riguardo sia al momento di ingresso nel sistema universitario toscano, con azioni di informazione e di integrazione culturale, sia agli aspetti logistici e di possibilità di permanenza nelle sedi di studio, attivando appositi servizi di ristorazione, di alloggio e di sostegno finanziario attraverso borse di studio ed altre forme, sia alle prospettive di collocazione professionale con azioni di orientamento al lavoro in rapporto con i centri per l'impiego.
2. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 individua gli interventi che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi degli studenti, gli interventi che non prescindono dai suddetti requisiti o che vengono attribuiti per concorso e gli interventi cumulabili di cui al comma 5.
3. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 stabilisce le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito degli studenti per l'accesso agli interventi attribuiti per concorso e determina, altresì, le entità dei benefici.
4. Le borse di studio possono essere concesse al fine di favorire il conseguimento della prima laurea, della prima laurea specialistica o di altri titoli equipollenti o superiori aventi valore legale. Il Piano di indirizzo generale integrato di cui all' articolo 31 può prevedere la concessione di prestiti d'onore in sostituzione, anche parziale, delle borse di studio.
5. I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte delle Aziende di cui all' articolo 10 , individuate dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 3.
6. Il servizio abitativo delle Aziende di cui all' articolo 10 , utilizzato per i propri fini istituzionali e per quelli delle Università, non costituisce esercizio di struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera.
Art. 10 - Aziende regionali per il diritto allo studio universitario
1. La realizzazione, in collaborazione con le Università e gli enti locali, degli interventi di cui all' articolo 9 è demandata alle tre Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, di seguito denominate Aziende, che hanno sede legale nei comuni sedi delle Università di Firenze, di Pisa e di Siena.
2. Alle Aziende fanno capo anche gli interventi da realizzare in altre città della regione sedi di decentramento universitario dipendenti dalle Università ove ha sede l'Azienda, nonché gli interventi a favore degli iscritti agli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale.
3. Le Aziende sono dotate di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di patrimonio proprio e di proprio personale. Il loro funzionamento è disciplinato da un regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione conformemente alle modalità definite dal regolamento regionale di cui all'articolo 32, comma 3, lettera b).
4. Sono organi dell'Azienda il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Collegio dei revisori.
5. Le modalità di nomina degli organi di cui al comma 4, nonché la composizione del Consiglio di amministrazione, che assicura la rappresentanza delle Università e degli studenti, e del Collegio dei revisori delle Aziende sono stabilite con deliberazione del Consiglio regionale. Le modalità di funzionamento e le competenze degli organi di cui al comma 4 sono stabilite dal regolamento di cui all' articolo 32, comma 3, lettera b). (3)
6. La Giunta regionale approva il bilancio previsionale economico delle aziende con l'allegato piano di attività annuale, previa espressione del parere del Consiglio regionale. (23)
6 bis. Il Consiglio regionale verifica i risultati finali del controllo di gestione e approva il conto di esercizio delle aziende. (24)
7. Il patrimonio delle Aziende è vincolato nell'uso all'attuazione degli interventi del diritto allo studiouniversitario di cui all'articolo 9.
8. La Giunta regionale esercita la vigilanza sull'amministrazione delle Aziende. (25).
9. Nell'esercizio di tali poteri, la Giunta regionale:
a) dispone ispezioni mediante la nomina di uno o più ispettori tra il personale regionale dirigente;
b) provvede, previa diffida agli organi dell'Azienda, al compimento di atti resi obbligatori da disposizioni di legge e di regolamento, quando gli amministratori ne rifiutino o ritardino l'adempimento.
10. In caso di persistente carenza di funzionamento o di gravi e ripetute violazioni di leggi o di prescrizioni programmatiche, con decreto del Presidente della Giunta regionale, il Consiglio di amministrazione dell'Azienda è sciolto ed è nominato un commissario straordinario per la gestione dell'Azienda per un periodo non superiore a sei mesi.
11. La Giunta regionale presenta una relazione annuale al Consiglio regionale sull'attività delle Aziende e sulla propria attività di vigilanza.
Art. 11 - Personale delle Aziende
1. Il personale delle Aziende è iscritto nell'apposito ruolo del personale di ciascuna Azienda e ad esso si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti della Regione Toscana.
2. Al personale iscritto nei ruoli delle Aziende, già trasferito dalla Regione Toscana ai sensi della legge regionale 11 agosto 1993, n. 55 (Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario), continuano ad applicarsi i benefìci derivanti dalle disposizioni di cui alla legge regionale 10 maggio 1982, n. 35 (Trattamento previdenziale del personale regionale).
3. Ai fini di previdenza e quiescenza, il personale è iscritto, fin dalla data di inizio del rapporto di lavoro presso l'Azienda, all'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP) e precisamente alla gestione autonoma ex CPDEL, per quanto riguarda il trattamento di pensione, ed alla gestione autonoma ex INADEL, per l'indennità di fine servizio.
4. Previa intesa, ciascuna delle Aziende per l'assunzione del personale può utilizzare le graduatorie dei concorsi che siano stati banditi da una delle altre Aziende, dagli enti locali ovvero dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 54, comma 9, della legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione del personale).
Art. 12 - Orientamento
1. La Regione garantisce ai cittadini di ogni età il diritto all'orientamento per la conoscenza delle opportunità finalizzate alla costruzione di percorsi individuali in ambito educativo e scolastico, formativo e professionale, tenendo conto delle capacità e delle aspirazioni individuali per il pieno sviluppo della persona umana e in relazione ai cambiamenti sociali.
2. Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il concorso dei soggetti pubblici e privati che attuano le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, della formazione e del lavoro, anche attraverso l'alternanza tra i sistemi, in raccordo con la rete dei servizi per l'impiego.
Art. 13 - Obbligo formativo
1. Al fine di dare attuazione alle attività relative all'assolvimento dell'obbligo formativo nel sistema di istruzione scolastica, nel sistema della formazione professionale e nell'esercizio dell'apprendistato e della libera scelta nella costruzione di percorsi professionali, la Regione promuove e sostiene l'offerta qualitativamente e quantitativamente adeguata di percorsi formativi rivolti sia all'ambito della formazione professionale e dell'apprendistato a completamento dei percorsi nell'ambito dell'istruzione, sia al rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo di studio. La Regione favorisce, altresì, tutte le opportunità di integrazione e di personalizzazione che si rendano necessarie al fine di garantire il diritto al successo formativo previsto dalla legge.
2. I servizi di accoglienza dei giovani in obbligo formativo e verifica dei percorsi formativi integrati e personalizzati sono svolti dai centri per l'impiego.
3. La Regione favorisce lo svolgimento dei percorsi integrati di cui al comma 1, sulla base di specifiche intese con l'amministrazione scolastica e nell'ambito della definizione del sistema generale dei crediti formativi e di istruzione al fine anche di predeterminare, in sede di progetto del percorso formativo individualizzato, specifiche modalità di rientro nel sistema di istruzione per il completamento del ciclo distudio.
4. Il progetto del percorso formativo individualizzato contiene l'indicazione delle procedure di accertamento delle competenze per il conseguimento della qualifica finale. Tali procedure sono determinate secondo le modalità stabilite nel regolamento di cui all' articolo 32 , comma 2, lettera c), per la conclusione degli interventi relativi all'obbligo formativo.
Art. 14 - Formazione post-obbligo e superiore
1. La Regione articola la propria offerta formativa mediante i seguenti interventi:
a) formazione di supporto all'inserimento e al reinserimento lavorativo;
b) corsi di istruzione e formazione tecnica superiore a carattere post-secondario;
c) formazione professionalizzante all'interno di corsi di laurea universitari;
d) percorsi di formazione post-universitaria rivolti a giovani e adulti, occupati e non occupati.
2. La Regione interviene a sostegno della domanda individuale di formazione post-obbligo e superiore con misure anche di carattere finanziario.
Art. 15 - Formazione continua
1. Al fine di assicurare il diritto all'apprendimento per tutto l'arco della vita, la Regione sostiene lo sviluppo delle competenze generali e tecnico-professionali dei soggetti occupati, promuovendo gli interventi volti all'adeguamento delle competenze, alla qualificazione e specializzazione professionale, al perfezionamento e alla riqualificazione professionale, anche imprenditoriale, e sostenendo la formazione continua e ricorrente, nonché quella conseguente alla riconversione di attività produttive. In tale ambito, gli interventi debbono considerare l'insieme delle misure di formazione continua, di provenienza pubblica o privata.
Art. 16 – Formazione professionale (26)
1. Il sistema regionale della formazione professionale ha le seguenti finalità:
a) assicurare standard di qualità dell'offerta formativa mediante l'innovazione dei profili e delle competenze degli operatori della formazione, lo sviluppo e l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta;
b) ridurre il dislivello qualitativo e quantitativo fra la domanda e l'offerta di lavoro;
c) promuovere la formazione professionale in quanto servizio di interesse generale volto a rendere effettivo il diritto al lavoro ed alla sua libera scelta, favorendo la crescita della cultura professionale;
d) assicurare attività di qualificazione, riqualificazione, specializzazione e riconversione professionale.
Art. 17 - Modalità di attuazione degli interventi di formazione professionale
1. Le attività di formazione professionale sono svolte secondo una delle seguenti modalità:
a) mediante convenzione o contratto (27) con organismi con finalità di formazione, nei casi in cui l'attività formativa sia finanziata, anche parzialmente, con contributi pubblici e sia conforme agli standard qualitativi di cui all' articolo 32 , comma 4, lettera b);
b) mediante riconoscimento dell'attività formativa svolta da organismi con finalità di formazione, nei casi in cui essa non usufruisca di alcun finanziamento pubblico e sia conforme agli standard qualitativi di cui all'articolo 32 , comma 4, lettera b);
c) mediante autorizzazione ad enti ed imprese che, con il contributo finanziario pubblico, anche parziale, svolgono attività di formazione continua rivolta al personale di appartenenza o finalizzata all'inserimento lavorativo nella propria organizzazione aziendale, sulla base di accordi sindacali.
2. La Regione interviene a sostegno della domanda individuale di formazione professionale con misure anche di carattere finanziario.
3. Le attività di formazione professionale svolte secondo modalità non ricomprese nel comma 1, non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge.
4. Le attività di cui al comma 1, lettere a) e b), sono attuate da organismi con finalità di formazione che siano stati accreditati dalla Regione Toscana ai sensi dell' articolo 32 , comma 4, lettera b), aventi o meno scopo di lucro, ivi compresi gli istituti scolastici e le Università.
5. I beni acquisiti o prodotti nell'ambito delle attività svolte mediante la convenzione (28) di cui al comma 1, lettera a), entrano a far parte, secondo le rispettive competenze, del patrimonio disponibile della Regione o delle Province.
6. Gli interventi formativi di cui al comma 1, lettere a) e b), si concludono con la certificazione dell'avvenuta frequenza ovvero con un esame di idoneità il cui esito positivo costituisce presupposto per l'attestazione dell'avvenuto conseguimento della qualifica o specializzazione professionale.
Art. 18 - Accertamento del reddito per l'accesso alle prestazioni
1. L'accesso alle prestazioni per cui rilevano le condizioni economiche dei destinatari è subordinato all'accertamento del reddito effettuato secondo gli indicatori della situazione economica equivalente di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell' articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ), e successive modifiche.
Art. 18 bis - Obiettivi della formazione nell'apprendistato (9)
1. La Regione riconosce i seguenti obiettivi qualificanti la formazione nell'apprendistato:
a) Valorizzare e certificare dei contenuti formativi dei contratti di apprendistato;
b) certificare le competenze in correlazione alla definizione dei profili formativi;
c) individuare gli standard di riferimento per la definizione delle competenze dei tutori;
d) individuare i criteri e i requisiti di riferimento per la capacità formativa delle imprese;
e) garantire la formazione a tutti gli apprendisti.
Art. 18 ter - Disciplina dell'apprendistato (10)
1. La Regione, con il regolamento di cui all' articolo 32 , sentita la Commissione regionale permanente tripartita, di cui all' articolo 23 , disciplina i profili formativi, le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna per l'apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione, per l'apprendistato professionalizzante e per l'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione. Capo II - IL SISTEMA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LE POLITICHE DEL LAVORO
Art. 19 - Finalità
1. Al fine di rendere effettivo il diritto al lavoro, la Regione definisce le strategie e individua le proprie politiche in linea con gli orientamenti in materia di occupazione definiti dall'Unione europea.
2. La Regione promuove il diritto e l'accesso al lavoro delle persone disabili favorendo, attraverso il collocamento mirato, l'incontro tra le esigenze dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori disabili.
Art. 20 - Il sistema regionale per l'impiego
1. Il sistema regionale per l'impiego è costituito dalla rete delle strutture organizzate ai sensi del presente capo per il conseguimento delle finalità di cui all' articolo 19 e per la gestione dei relativi servizi.
2. Sono definiti servizi per l'impiego tutte quelle attività di informazione, orientamento, consulenza, aiuto, anche di ordine finanziario, resi dal sistema regionale per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, l'accesso alla formazione, la promozione della imprenditorialità e le iniziative volte allo sviluppo dell'occupazione.
3. Fanno parte del sistema regionale per l'impiego i centri per l'impiego costituiti dalle Province ai sensi dell' articolo 22
4. La Regione promuove e favorisce il raccordo del sistema regionale per l'impiego, anche tramite convenzioni e misure finanziarie, con soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi dell'articolo 20 ter,secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (11)
Art. 20 bis - Istituzione dell'albo regionale delle agenzie per il lavoro (12)
1. E' istituito l'albo regionale delle agenzie per il lavoro che operano nel territorio della Regione.
2. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina l'articolazione e la tenuta dell'albo, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'autorizzazione con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'autorizzazione.
3. L'iscrizione delle agenzie all'albo regionale è subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti giuridici e finanziari previsti dagli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30) come modificato dal d.lgs. 6 ottobre 2004, n. 251.
Art. 20 ter - Istituzione dell'elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro (13)
1. E' istituito l'elenco regionale dei soggetti pubblici e privati accreditati a svolgere servizi al lavoro nel territorio della Regione.
2. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina l'articolazione e la tenuta dell'elenco, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'accreditamento.
3. L'iscrizione nell'elenco dei soggetti accreditati costituisce condizione necessaria per poter svolgere i servizi al lavoro.
Art. 21 - Le politiche del lavoro
1. La Regione sviluppa e promuove politiche del lavoro per prevenire la disoccupazione, evitare la disoccupazione di lunga durata, agevolare l'inserimento lavorativo, favorendo la stabilità del lavoro (14) la mobilità professionale e le carriere individuali, sostenere il reinserimento nella vita professionale, in particolare di gruppi svantaggiati a rischio di esclusione sociale.
2. Per il conseguimento del fine di cui al comma 1, la Regione:
a) sostiene azioni positive per le pari opportunità finalizzate all'occupazione femminile;
b) promuove la diffusione della cultura di impresa, con particolare riferimento alla cultura cooperativa, e promuove l'imprenditoria giovanile e femminile favorendo l'avvio di nuove imprese con interventi di agevolazione e di sostegno alla loro creazione anche in forma cooperativa;
c) sostiene politiche contro l'esclusione sociale, al fine di favorire l'inserimento dei disabili e delle categorie svantaggiate;
d) promuove l'inserimento e il reinserimento dei disoccupati di lunga durata.
d bis) promuove la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, anche con incentivi per l'occupazione. (15)
d ter) interviene finanziariamente al fine di assicurare la continuità delle erogazioni ai lavoratori posti in cassa integrazione guadagni straordinaria. (22)
2 bis. La Regione valorizza la bilateralità fra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori come libera forma di collaborazione tra le parti. (16)
Art. 21 bis - Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili (17)
1. Le agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro possono operare ai sensi dell' articolo 13 del d.lgs. 276/2003 , a condizione che stipulino una convenzione con la provincia interessata.
2. Al fine di favorire l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei lavoratori disabili, secondo le modalità stabilite dall' articolo 14 del d.lgs. 276/2003 , la provincia stipula una convenzione con le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative a livello territoriale e con le associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela delle cooperative di cui all' articolo 3 comma 4, lettera b) della legge regionale 24 novembre 1997, n. 87 (Disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell'ambito regionale).
3. Il regolamento regionale di cui all' articolo 32 disciplina le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati e dei disabili e i requisiti soggettivi e oggettivi per la stipula delle convenzioni di cui ai commi 1 e 2.
Art. 22 - Il sistema provinciale per l'impiego
1. Le Province, sulla base dei criteri stabiliti dalla Regione, al fine di assicurare l'integrazione dei servizi secondo la programmazione regionale,istituiscono il sistema provinciale integrato dei servizi all'impiego dicui fanno parte i centri per l'impiego.
2. Le province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell' rticolo 20 ter , secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità. (18)
3. Le Province hanno il compito di gestire attraverso il sistema provinciale per l'impiego, di cui fanno parte i centri per l'impiego:
a) i servizi connessi alle funzioni e ai compiti relativi al collocamento, e all'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro;
b) i servizi connessi ai compiti di gestione in materia di politiche attive del lavoro;
c) gli interventi di prevenzione della disoccupazione;
d) le attività di orientamento di cui all' articolo 12 e le attività relative all'obbligo formativo di cui all' articolo 13
4. Al fine di garantire omogeneità nell'erogazione dei servizi nel territorio regionale, con il regolamento di cui all' articolo 32 , comma 5, sono stabiliti le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni.
Art. 22 bis - Regolamento regionale in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro (1)
1. Con regolamento regionale, al fine di garantire l'uniformità e la semplificazione delle modalità di incontro fra domanda e offerta di lavoro nel sistema regionale dei servizi per l'impiego, sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, sono definiti in particolare:
a) l'attuazione e le modalità di gestione dell'elenco anagrafico e della scheda professionale;
b) i criteri e le procedure per l'accertamento dello stato di disoccupazione;
c) gli indirizzi operativi per la verifica della conservazione, della perdita e della sospensione dello stato di disoccupazione;
d) le modalità di assunzione dei lavoratori e gli obblighi di comunicazione a carico dei datori di lavoro.
Art. 22 ter - Avviamento a selezione nella pubblica amministrazione (2)
1. Le pubbliche amministrazioni, come individuate dall' articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), escluse (29) le sedi centrali e gli uffici periferici di amministrazioni ed enti pubblici a carattere nazionale o pluriregionale presenti sul territorio regionale, reclutano il personale per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi g li eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità, mediante propria selezione dei soggetti, iscritti nell'elenco anagrafico ai sensi della normativa vigente, che abbiano la professionalità eventualmente richiesta ed i requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
2. Le pubbliche amministrazioni, di cui al comma 1 possono, ove non procedano autonomamente, fare richiesta di avviamento a selezione ai servizi per l'impiego territorialmente competenti secondo l'ubicazione della sede di lavoro.
3. Il regolamento di cui all' articolo 22 bis definisce:
a) Il contenuto e le modalità di pubblicizzazione dell'avviso di selezione, le modalità di svolgimento della prova selettiva di idoneità e di assunzione agli impieghi;
b) Le modalità per la formazione della graduatoria e per l'ordine di precedenza per la convocazione alle prove selettive secondo i criteri del carico di famiglia, del reddito e dello stato di disoccupazione; la durata di validità della graduatoria e i motivi di decadenza dalla stessa.
Art. 23 - Commissione regionale permanente tripartita
1. Al fine di assicurare il concorso delle parti sociali alla determinazione delle politiche del lavoro e alla definizione delle relative scelte programmatiche e di indirizzo della Regione, è costituita una Commissione regionale permanente tripartita.
2. La Commissione di cui al comma 1 svolge compiti di progettazione, proposta in tema di orientamento, formazione, mediazione di manodopera e politiche del lavoro, limitatamente alle funzioni di competenza regionale, nonché di valutazione e verifica dei risultati rispetto alle linee programmatiche e agli indirizzi elaborati dalla Regione.3. La Commissione di cui al comma 1 formula, altresì, proposte sui criteri e sulle modalità per la definizione delle convenzioni tra sistema pubblico e soggetti pubblici e privati finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.
4. La procedura per la nomina della Commissione di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica  della stessa sono definite dal regolamento di cui all' articolo 32 , comma 5. Fanno parte della Commissione, oltre alla rappresentanza istituzionale della Regione, i rappresentanti delle parti sociali più rappresentative a livello regionale, nel rispetto della pariteticità delle posizioni delle parti sociali stesse, il consigliere di parità nominato ai sensi del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196 (Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive, a norma dell' articolo 47 della L. 17 maggio 1999, n. 144 ) nonché, per la trattazione di argomenti relativi all'attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) o comunque afferenti al collocamento dei disabili, i rappresentanti delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale.
5. Il funzionamento della Commissione di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dalla Commissione stessa.
Art. 24 - Comitato di coordinamento istituzionale
1. Al fine di assicurare l'efficace coordinamento delle funzioni istituzionali ai diversi livelli del sistema regionale per l'impiego e l'effettiva integrazione sul territorio tra i servizi all'impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, è istituito un Comitato di coordinamento istituzionale.
2. Il Comitato di cui al comma 1 esprime valutazioni in merito alla qualità dei servizi resi e alla efficacia del sistema regionale per l'impiego, con particolare riguardo alla realizzazione dell'integrazione dei servizi.
3. Il Comitato di cui al comma 1 formula proposte sulla qualità e sulla gestione dei servizi e sui contenuti generali delle convenzioni da attivare con enti e soggetti privati, ivi compresi quelli di emanazione delle parti sociali, finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.
4. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32 , comma 5. La composizione deve assicurare la presenza di rappresentanti istituzionali della Regione, delle Province e degli altri enti locali.
5. Il fnzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dal Comitato stesso.
Art. 25 - Commissione provinciale tripartita e Comitato tecnico provinciale per il collocamento dei disabili
1. Per lo svolgimento delle funzioni attribuite in materia di lavoro, le Province provvedono alla istituzione della Commissione provinciale tripartita per le politiche del lavoro quale organo permanente di concertazione con le parti sociali, in particolare in materia di programmazione provinciale delle politiche del lavoro e della formazione professionale e di gestione dei servizi per l'impiego e dei centri per l'impiego.
2. La Provincia garantisce all'interno della Commissione di cui al comma 1 la presenza di rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, designati dalle organizzazioni più rappresentative, e del consigliere provinciale di parità.
3. La Provincia garantisce, per la trattazione di argomenti relativi al diritto al lavoro dei disabili, l'integrazione della Commissione di cui al comma 1 con i rappresentanti designati dalle categorie interessate.
4. La Provincia istituisce un Comitato tecnico con compiti relativi alla valutazione delle residue capacità lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilità.
5. Il Comitato tecnico è composto dal medico legale e dall'esperto in servizi sociali, componenti della commissione medica operante presso l'Azienda unità sanitaria locale incaricata di effettuare gli accertamenti dello stato invalidante, nonché da un funzionario della Provincia.
Art. 26 - Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili
1. E' istituito il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, finalizzato al sostegno delle iniziative di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
2. La Giunta regionale, sulla base dei criteri contenuti nel Piano di indirizzo generale integrato di cui all'articolo 31 , stabilisce le modalità di gestione del Fondo e, valutate le proposte del Comitato regionale per il Fondo di cui all' articolo 27 , approva il piano di ripartizione delle risorse e verifica i risultati dell'attività.
Art. 27 - Comitato regionale per il Fondo per l'occupazione dei disabili
1. E' istituito il Comitato regionale per il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, che propone alla Giunta regionale la destinazione delle risorse che costituiscono il Fondo e le modalità di verifica dei risultati.
2. La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all'articolo 32 , comma 5. La composizione deve assicurare la presenza della rappresentanza istituzionale della Regione e della rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei disabili.
3. Il funzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dalla Comitato stesso.
Titolo III - PROGRAMMAZIONE ED ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE
Art. 28 - Funzioni e compiti della Regione
1. La Regione svolge le funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e attuazione di politiche di intervento che attengono ad esigenze di carattere unitario su base regionale ed esprime i motivati pareri previsti dalle leggi vigenti.
2. La Regione esercita funzioni di impulso e regolazione nei confronti del sistema allargato dell'offerta integrata tra istruzione, educazione, formazione; la Regione, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione , ne definisce gli ambiti territoriali di riferimento, i requisiti di accesso, gli standard qualitativi, le linee gu ida di valutazione e di certificazione degli esiti e dei risultati; con riferimento al sistema di istruzione, la Regione definisce, altresì, gli indirizzi per la programmazione della rete scolastica e il calendario scolastico.
3. Nell'ambito del sistema informativo regionale, la Regione sviluppa appositi sotto-sistemi informativi concernenti i settori disciplinati dalla presente legge.
3 bis. Tutti i dati diretti alla borsa continua nazionale del lavoro di cui all' articolo 15 del d.lgs. 276/2003 confluiscono nel sistema informativo regionale. La Regione provvede alla interconnessione del sistema regionale con la borsa continua nazionale del lavoro. (19)
4. Nei settori disciplinati dalla presente legge, la Regione si riserva la possibilità di promuovere, finanziare e gestire interventi di carattere prototipale o di interesse e di livello regionali, nonché di sviluppare tutte le iniziative di studio, ricerca ed informazione necessarie per l'esercizio delle proprie competenze. Tali interventi sono svolti anche tramite intese con gli organi dell'amministrazione dello Stato, con le Province e con i Comuni.
Art. 29 - Funzioni e compiti delle Province
1. Le Province sono titolari delle funzioni in materia di orientamento e formazione professionale.
2. Le Province sono titolari delle funzioni di programmazione e coordinamento intermedio per le iniziative concernenti il diritto allo studio scolastico e per le azioni di sviluppo del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, nonché del sistema di istruzione con particolare riferimento alla formulazione dei piani provinciali di organizzazione della rete scolastica.
3. Le funzioni relative all'obbligo formativo di cui all' articolo13 sono attribuite alle Province che le esercitano tramite l'attività dei centri per l'impiego.
4. Alle Province sono attribuite tutte le funzioni in materia di mercato del lavoro e di politiche del lavoro non espressamente riservate con la presente legge alla Regione.
5. Le Province garantiscono l'integrazione delle funzioni in materia di politiche del lavoro e di collocamento con quelle relative alla formazione professionale e all'istruzione.
6. Le Province contribuiscono all'integrazione delle funzioni di cui al comma 4 con gli strumenti di programmazione dello sviluppo economico e territoriale, e concorrono alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale.7. Le funzioni ed i compiti attribuiti dal presente articolo alle Province possono essere attribuiti dalle stesse ai circondari, istituiti ai sensi della legge regionale 19 luglio 1995, n. 77 (Sistema delle autonomie in Toscana:
poteri amministrativi e norme generali di funzionamento) e della legge regionale 29 maggio 1997, n. 38 (Istituzione del circondario dell'Empolese Val D'Elsa quale circoscrizione di decentramento amministrativo), che li esercitano, in tal caso, con le modalità previste dalla presente legge.
Art. 30 - Funzioni e compiti dei Comuni
1. I Comuni sono titolari delle funzioni in materia di servizi educativi per la prima infanzia, educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, in materia di destinazione ed erogazione di contributi alle scuole non statali e di provvidenze del diritto allo studio scolastico, unitamente alla gestione dei relativi servizi scolastici.
Art. 31 - Piano di indirizzo generale integrato
1. Le politiche di intervento di cui alla presente legge assumono come riferimento strategico le linee emergenti nella programmazione di lungo periodo effettuata dal programma regionale di sviluppo (PRS) e quelle di aggiornamento annuale di cui al documento di programmazione economica e finanziaria, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 11 agosto 1999, n. 49 (Norme in materia di programmazione regionale).
2. Le politiche di intervento si conformano ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza rivolti al sistema delle autonomie locali, espressi dall' articolo 118, primo comma, della Costituzione , ed al principio di sussidiarietà rivolto all'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, espresso dall' articolo 118, quarto comma, della Costituzione.
3. La programmazione generale degli interventi integrati e intersettoriali viene espressa attraverso un Piano di indirizzo generale integrato a durata quinquennale, in raccordo temporale con il PRS, salvo diversi vincoli temporali di derivazione comunitaria, approvato dal Consiglio regionale. Eventuali aggiornamenti annuali del Piano sono approvati con deliberazione del Consiglio regionale.
4. Il Piano di indirizzo generale integrato definisce:
a) gli obiettivi, le priorità degli interventi e gli ambiti territoriali di riferimento;
b) le tipologie, i contenuti ed i destinatari degli interventi;
c) le strategie e le politiche di intervento;
d) le modalità di individuazione dei requisiti di merito e di reddito;
e) i criteri per la contribuzione finanziaria dei destinatari degli interventi;
f) le entità dei benefici;
g) le procedure di individuazione dei soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione operativa degli interventi e le indicazioni generali di raccordo operativo con gli stessi;
h) l'individuazione delle misure finanziarie di sostegno ai soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione operativa degli interventi ed i criteri per la loro ripartizione fra gli stessi;
i) gli strumenti di valutazione, i criteri e le modalità per le verifiche di efficienza ed efficacia del sistema;
j) la definizione degli indicatori per il monitoraggio degli interventi;
k) le indicazioni relative alla tipologia dei flussi informativi;
l) le eventuali ulteriori direttive.
5. Il processo di formazione del Piano di indirizzo generale integrato è informato al principio del concorso istituzionale e della partecipazione sociale ai sensi dell'articolo 15 della l.r. 49/1999.
6. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale, entro il 30 giugno di ogni anno, il rapporto sullo stato di avanzamento del Piano di indirizzo generale integrato circa le attività svolte e i risultati conseguiti, al fine di assicurare lo svolgimento delle funzioni di verifica e di controllo.
Titolo IV - DISPOSIZIONI FINALI
Art. 32 - Regolamento di esecuzione
1. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione , (7) sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggettiistituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell' articolo 117, sesto comma, della Costituzione , all'emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizz azione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.
2. Il regolamento regionale definisce le norme che attengono:
a) alla classificazione dei presìdi ed ai loro requisiti tecnico strutturali, relativamente agli standard riguardanti la localizzazione dei servizi, le caratteristiche funzionali generali, gli spazi per gli utenti, la ricettività, il dimensionamento;
b) ai requisiti generali che assicurano i livelli di qualità delle prestazioni, riguardanti la configurazione funzionale dei sistemi, le metodologie ed i moduli operativi, il rapporto operatori/utenti, gli standard di base per l'erogazione dei servizi, la qualificazione degli operatori;
c) alla regolazione ed al controllo del sistema al regime di accreditamento, al regime di autorizzazione, al sistema di accertamento delle competenze e di rilascio delle relative attestazioni formali, al sistema generale dei crediti formativi e di istruzione, al sistema di rendicontazione degli interventi, al sistema di vigilanza ed ai conseguenti interventi.
3. I l regolamento regionale definisce, relativamente al diritto allo studio universitario:
a) le Aziende competenti ad effettuare gli interventi presso le sedi di decentramento universitario e le sedi di Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale;
b) le modalità di funzionamento e le competenze degli organi delle Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, nonché i criteri di organizzazione e di funzionamento delle Aziende stesse, ivi comprese le modalità e le forme per il controllo degli utenti sulla qualità dei servizi e delle attività sulla base della carte dei servizi.
4. Relativamente alle attività di formazione professionale, il regolamento regionale definisce, in particolare:
a) le norme di gestione e rendicontazione degli interventi formativi che fruiscono di contributi pubblici;
b) gli standard di qualità dell'offerta formativa attraverso la disciplina:
1. dell'accreditamento, del monitoraggio e della verifica dell'offerta formativa;
2. della certificazione dei percorsi e delle competenze conseguite dall'utenza;
3. dei profili e delle competenze degli operatori della formazione;
4. del potenziamento dei sistemi informativi e telematici per la gestione del sistema;
5. della semplificazione delle procedure di programmazione e gestione;
6. dello sviluppo e l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta.
5. Relativamente al sistema regionale per l'impiego ed alle politiche del lavoro, il regolamento regionale disciplina:
a) le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni;
b) la procedura per la nomina, la composizione e la durata in carica della Commissione regionale permanente tripartita di cui all' articolo 23 , del Comitato di coordinamento istituzionale di cui all' articolo 24 e del Comitato regionale per il fondo per l'occupazione dei disabili di cui all' articolo 27;
c) i criteri per l'individuazione delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale;
d) le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 21 bis, comma 2, con particolare riferimento al valore minimo del coefficiente di calcolo che può essere adottato dalle stesse;
e) i criteri e le procedure per la stipula delle convenzioni, di cui all' articolo 21 bis , comma 1, con particolare riferimento agli standard minimi degli interventi formativi che devono essere erogati ed ai requisiti professionali dei tutori aziendali;
f) i requisiti, le procedure ed i criteri per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati che intendono svolgere servizi al lavoro, con particolare riferimento alle capacità gestionali e logistiche, alle competenze professionali, alla situazione economica, alle esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento;g) l'articolazione e la tenuta dell'elenco dei soggetti pubblici e privati accreditati, i requisiti per l'iscrizione, la durata, la sospensione e la revoca dell'accreditamento, gli strumenti di misurazione dell'efficacia ed efficienza dei servizi erogati e le misure di raccordo con il sistema formativo;
h) le modalità per la concessione a soggetti pubblici e privati dell'autorizzazione a svolgere nel territorio regionale l'attività di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione del personale. (20)
5 bis. Il regolamento regionale disciplina i profili formativi e le modalità organizzative e di erogazione dell'attività formativa esterna del contratto di apprendistato. (21)
Art. 33 - Decorrenza e abrogazioni
1. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all' articolo 32 , sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi:
a) legge regionale 19 giugno 1981, n. 53 (Interventi per il diritto allo studio);
b) legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 (Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale);
c) legge regionale 23 giugno 1993, n. 41 (Modifica della legge regionale n. 53 del 1981 : Interventi per il diritto allo studio);
d) legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 (Nuova disciplina in materia di formazione professionale);
e) legge regionale 25 gennaio 1996, n. 6 (Disciplina transitoria della promozione e gestione degli interventi di educazione permanente);
f) legge regionale 31 luglio 1996, n. 61 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale". Modifica);
g) legge regionale 29 ottobre 1997, n. 78 ( Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70 "Nuova disciplina in materia di formazione professionale" e legge regionale 17 luglio 1989, n. 45 "Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale". Modifiche);
h) legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 (Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego);
i) articolo 14 della legge regionale 26 ottobre 1998, n. 74 (Norme per la formazione degli operatori del Servizio sanitario);
j) articoli da 16 a 32 della legge regionale 26 novembre 1998, n. 85 (Attribuzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di tutela della salute, servizi sociali, istruzione scolastica, formazione professionale, beni e attività culturali e spettacolo, conferiti alla Regione dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 );
k) legge regionale 14 aprile 1999, n. 22 (Interventi educativi per l'infanzia e gli adolescenti);
l) legge regionale 28 gennaio 2000, n. 7 (Disciplina del diritto allo studio universitario);
m) legge regionale 3 febbraio 2000, n. 12 ( Legge regionale 52/1998 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Modifiche ed integrazioni);
n) articolo 11 della legge regionale 26 gennaio 2001, n. 3 (Disposizioni per il finanziamento di provvedimenti di spesa per il periodo 2001-2003);
o) legge regionale 4 luglio 2001, n. 29 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Soppressione dell'Ente Toscana Lavoro);
p) legge regionale 14 novembre 2001, n. 56 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego");
q) legge regionale 21 dicembre 2001, n. 62 (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 52 "Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego").
2. Gli interventi che fanno riferimento a leggi regionali abrogate dalla presente legge si attuano, ove compatibili, secondo le modalità in essa previste.
3. Sono fatte salve tutte le obbligazioni assunte sulla base delle norme abrogate.
Art. 34 - Disposizione finale in materia di formazione professionale 1. L'esercizio diretto da parte delle Province degli interventi di formazione professionale è consentito fino al 31 dicembre 2002.
Art. 35 - Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge viene fatto fronte, a partire dall'esercizio 2003, con gli stanziamenti stabiliti ogni anno con legge di bilancio nelle apposite unità previsionali di base (UPB) di cui al bilancio pluriennale di previsione 2002-2004:- 611 (Sistema formativo professionale - spese correnti);
- 612 (Lavoro - spese correnti);
- 613 (Sistema dell'educazione e dell'istruzione - spese correnti);
- 614 (Sistema dell'educazione e dell'istruzione - spese di investimento);
- 615 (Attuazione programma fondo sociale europeo - spese correnti);
- 616 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese correnti);
- 617 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese di investimento);
- 618 (Sistema formativo professionale - spese di investimento).
Note
1. Articolo prima inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42, art.1 e ora così sostituito con l.r. 24 dicembre 2003, n. 65 , art.1.
2. Articolo inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42 , art.2.
3. Comma sostituito con l.r. 29 settembre 2003, n. 53 , art. 1.
4. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 1.
5. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 2.
6. Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art.3.
7. Parole così sostituite con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5 , art. 4.
8. Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 1.
9. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 2.
10. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 3.
11. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 4.
12. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 5.
13. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 6.
14. Parole inserite con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
15. Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
16. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 7.
17. Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 8.
18. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 9.
19. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 10.
20. Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 11.
21. Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20 , art. 11
22. Lettera inserita con l.r. 28 luglio 2006, n. 37 , art. 2.
23. Comma così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
24. Comma inserito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
25. Parole soppresse con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 34.
26. Articolo così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 35.
27. Parole aggiunte con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
28. Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 36.
29. Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 37.

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